Eccoci qui

Finalmente… questa è la parola che mi continua a tornare in mente oggi. Si perché l’ho detto a tutti ed ho riservato a voi alcuni minuti in più.

Perché?

Perché voi avete avuto la voglia di seguirmi qui di vedermi crescere, di leggere i miei scritti ed è a voi che voglio fare un regalo.

Da alcuni giorni è attivo il mio nuovo sito, sempre base wordpress ma un pò più evoluto. L’ho fatto perché volevo evolvermi e come una capra non riuscivo a modificare questo blog.

Chiuderlo? No assolutamente…solo che gli ho dato il mio nome e mi piacerebbe potervi portare lì, con me, leggervi lì e poter inviarvi la mia crescita, il mio lifestyle e tutto ciò che potrebbe piacervi.

Se vi va, io vi aspetto su http://www.soniafasulo.it nel frattempo vi lascio un post che ho scritto, magari potrebbe interessarvi.

Un abbraccio ad ognuno di voi sognatori…

Il martedì di crescita

Avete preso coscienza di voi stessi, delle vostre potenzialità e delle grandi capacità che ha la vostra mente.

Bravissimi, avete fatto il passo più grande.

Ora dovete imparare a tenere il vostro ‘mondo’ sul positivo. Lo so, non è facile, sarà anche quasi impossibile alcune volte, ma tutto dipende da voi, dalla vostra forza d’animo, dalla vostra volontà di non farvi portare via dagli aspetti negativi.

Vi racconto una storia:

Un giorno Maria si è svegliata e si è accorta che la sveglia non aveva suonato. Era in ritardo a lavoro. Perché quella maledetta sveglia non aveva funzionato? Arrabbiata andò nel bagno e mentre si vestiva un bottone della camicia saltò. Maria era imbestialita così continuò a vestirsi di fretta e sempre più arrabbiata. Uscì di casa correndo, salì in auto ed iniziò a sbraitare contro tutto e tutti. Un pedone lente, un anziano distratto, un bambino che giocava. Tutto le sembrava contro di lei. Alla fine arrivò a lavoro anche con qualche minuto di anticipo. La sua collega le sorrise, ma Maria pensava che la stava prendendo in giro per il suo abbigliamento alla rinfusa. Si mise a lavorare con la testa bassa pensando alla sua mattinata infernale rimuginando sulla sveglia, sul traffico, su quella collega stronza quando vide entrare Lucia. Aveva fato tardi di qualche minuto eppure sorrideva, sembrava tranquilla, il suo volto emanava luce. Maria era senza parole. Come poteva essere così serena se aveva fatto ritardo sul posto di lavoro? Perché tutti le sorridevano se era in errore?

Lucia non era raccomandata, probabilmente aveva avuto anche una nottata terribile e non si era svegliata, eppure la sua mente le diceva di essere felice, di non guardare il lato negativo, ma di apprezzare il fato che comunque si era svegliata, che stava bene, che aveva un lavoro e ci era arrivata sana e salva. Il ritardo lo avrebbe recuperato stando qualche minuto in più sul posto di lavoro, lavorando al suo meglio con il sorriso sulle labbra.

Due persone, stesso problema, due modi di vedere la giornata. Cercato il lato positivo, cercate di svolgere la giornata guardando oltre le problematiche ed i disguidi perché quelli ci saranno sempre. Tutto dipende da te.

E tu come le vedi giornate?

Facciamo un esercizio. Oggi vivi come fai di solito, ma ogni volta che arrabbi, riprendi l’agenda e scrivi il motivo per il quale hai perso le staffe. Potevi evitarlo? Domani riparti da te e proponiti di vivere a pieno, in maniera positiva, respirando, meditando o pregando. E poi dimmi come è stata la tua giornata.

Namastè

Vi lascio un link su articolo e la meditazione dei bambini, magari vi può servire

Grazie a Fabio Manso per lo scatto

Ecco come ti organizzo il Natale

E’ strano come il primo dicembre sia considerato lo start up delle faccende natalizie.

Si lo so che mancano 24 giorni alla natività di Cristo, ma questa data, in particolare, segna la corsa alle preparazioni.

Negozi sempre aperti con commessi sani di mente come me a prima mattina (ed hanno ragione visto gli orari), regali, pacchetti, buste e organizer per essere certi di aver fatto tutto, perché si sa, chi prima compra più risparmia (non è vero).

E così anche io ho preso il mio bel taccuino e vi dico cosa faccio per organizzare dicembre, le sue spese ed i regali. Odio lo spreco ed ho ideato un programmino per tenere tutto sotto controllo da brava maniaca quale sono.

Tra il compleanno dei miei twins, quello di amici, nipotini, cuginetti e così via, gli altri anni finivo per spendere una fortuna e comprare cose stupide ed inutili. Alcune volte mi sbagliavo anche con le quantità e mi rimanevano panettoni in giro per casa fino a Pasqua. Uno volta ne ho mangiato uno in spiaggia e vi ho detto tutto.

Organizziamo il Natale

Io faccio così: prendo un taccuino e tre penne di colore differente. Le persone che mi hanno accompagnato in tutto questo anno standomi vicino, respirando le mie difficoltà e bevendo a tavola con me avranno la penna rossa, quelle che sono sempre in bilico tra l’esserci e non esserci avranno la penna blu, le persone a cui ricambiare perché mia madre mi ha insegnato il rispetto soprattutto a Natale avranno la penna nera.

Inizio a scrivere, ogni pagina avrà i suoi componenti, così per non fare confusione ed ovviamente inizio con chi devo. Stabilisco un budget per ognuno e faccio la somma. Quello sarà quello che comprerò. Ne più ne meno. Affianco ad ogni nome scrivo ciò che comprerò così per aver ben chiaro cosa fare. Quindi i miei primi giorni saranno dedicati a loro, ai regali veloci, quelli superficiali, quelli che anche su Amazon ti tirano dietro. Anche un panettone se accompagnato da un foglietto carino scritto a mano fa la sua figura; questa potrebbe essere una bella idea.

Poi passo alla penna blu. Qui la cifra sale un pochino e ripeto tutto. Mi raccomando, però, essere generosi non vuol dire spendere un patrimonio. Regolatevi nel comprare e cercate cose uniche, magari fatte da voi, dall’artigiano e da qualche negozietto e ricordate di scrivere un bigliettino a mano. Oggi ricevere una lettera è un bene preziosissimo. Impiegherete pochissimi giorni negli acquisti perché avrete tutto scritto con voi, quindi vi rimarrà tempo per dedicarvi alle persone che avete nel cuore.

Finalmente siamo alla penna rossa. Per ogni persona comprate una busta da lettera ed un nastro rosso. Iniziate il regalo con il vostro affetto scritto nero su bianco e legato … sarà un piacere conservare queste parole. Fissate un budget certo, ma ricordate che se vi sono state vicine tutto l’anno già vi vogliono bene e qualsiasi cosa voi farete sarà solo un tassello in più. Se potete aggiungeteci qualcosa fatto con le vostre mani.

Presi anche questi regali avete terminato, dovete solo consegnarli ed avrete speso meno tempo, meni soldi e meno stress. Vi parlerò dei regali nel prossimo post, ora però dovete fare l’ultimo passo. Vi siete ricordati di farvi un regalo?

Il mio

Io ogni anno mi regalo qualcosa che ho desiderato tutto l’anno, anche una semplice agenda, o una maglietta nuova. Una cosina tutta mia. La impacchetto, scrivo il bigliettino per me, con quello che ho fatto o che vorrei fare e lo metto sotto l’albero. Lo aprirò il 24 a notte, insieme agli altri ed ogni volta non vedo l’ora di aggiudicarmi il mio premio.

Voi avete qualche rituale da fare a Natale? Aspetto i vostri commenti o qui sotto o per email o sui miei canali social.

Preparando il Natale

Facebook vs Instagram

Lo abbiamo già detto, il social del momento è Instagram. Oggi vi parlo delle loro differenze.

Sono entrambe dello zio mondiale: Mark Zuckerberg che dopo aver ideato Facebook ha visto in Instagram un possibile ‘nemico’ e per non farsi pestare i piedi che ha fatto? Lo ha comprato.

E fino a qua è chiaro a tutti.

Instagram ha cambiato il modo di esprimersi. Quello che prima facevano i blog (come questo) con testi elaborati, foto, link e tutto quello che gira intorno al mondo di un sito, Instagram lo ha semplificato con un semplice scatto fotografico.

Mentre Facebook, dopo il boom degli ultimi anni, ha concentrato le sue forze nelle sponsorizzazioni, sulle aziende con un tono più serio ed importante, Instagram ha puntato il suo must sulla leggerezza.

Fateci caso … Facebook è un social considerato negativo. Potete trovare temi ambientali sociali, politici, letture, polemiche. Tutto quello che la realtà quotidiana presenta. A volte, anche troppo spesso, girano le famose Fake News. Quelle notizie create per fomentare le folle, che creano rabbia, ma anche click.

Instagram invece è un social positivo. Sopra ci potete trovare ricette, persone che sorridono, gente che trova l’amore, la forma fisica o perchè no, un lavoro. E’ un mondo dorato fatto di influencer perennemente al mare, persone con case assurde e auto fuori dal comune, persone belle, curate. Il paradiso? Beh forse per qualcuno.

Oggi Instagram si aggiudica ancora il podio dei social utilizzati e già si iniziano a cercare i prossimi sbocchi. C’è chi punta su Pinterest, chi su Tik Tok, chi torna a Youtube o apre il suo primo canale e chi punta tutto su Twitch. Per il momento c’è ancora molta confusione.

Facebook resta il social dei media manager, Instagram è ancora solido e continua a trasformarsi, TikTok è un po’ più dedicato agli adolescenti , Youtube, la piattaforma dei video, sembra essere satura e Twitch dedicata ai player. Allora? Pinterest?

A me piace molto e mi ci sto dedicando, molto simile a Instagram, ma è il mio parere.

Per il momento si aspetta l’innovazione d’oltre Oceano: una nuova app social o qualche novità? Tutto è in attesa, nel frattempo vado a vedere che fanno i miei followers.

Facebook vs Instagram

Il Black Friday; tutta la verità

Dall’America stiamo davvero prendendo un po’ di tutto. Scopiazziamo senza nemmeno approfondire … e copiamo anche male. Oggi ho seguito il Black Friday in America.

Ho passeggiato per le vie del mio paese in questi giorni e su ogni vetrina ho letto: ‘Tempo di Black Friday’.

Sconti, anche importanti, per tutta la settimana per arrivare, poi a quello che doveva essere il culmine del momento: oggi.

E’ inutile parlare di paragoni, lasciate stare. Nella mia realtà quotidiana mi sono accorta che il marketing utilizzato era davvero banale, ostentato, quasi falso.

Allora prima di fare questo post ho guardato gli sconti da Black Friday in America. Telefonini, computer, lavatrici, abbigliamento… mi brillavano gli occhi.

Per un’amante dello shopping come me vedere stivali a metà del loro prezzo iniziale è pura poesia. Ma non stivali della collezione 2000 o ciabattine estive, no. Erano davvero sconti.

Spinta dalla frenesia sono scesa per il corso principale, certa di poter fare l’acquisto miracoloso, quello che torni a casa e saltelli come una bambina.

Niente caramelle per questa bimba

Sconti finti, 50% inventati, collezioni estive e di qualche secolo fa con prezzi allucinanti e tutto quello che valeva la pena comprare aveva esattamente lo stesso prezzo di qualche settimana fa.

Mi sono sentita presa in giro. Ed ovviamente non ho comprato nulla, come la maggior parte di me.

Ma c’è anche chi, aspettando questo giorno, fino ad oggi nei negozi non ha messo piede. Non poteva conoscere i prezzi reali ed ha comprato senza pensare.

La scena era come vedere degli squali girare soddisfatti intorno alla loro preda.

E’ davvero questo il marketing? Questo è il commercio di oggi? Non credo, io marketing lo faccio tutti i giorni, lo insegno, lo mastico e il vero ‘vendere’ è molto di più.

Abbiamo copiato il nome del venerdì nero americano, ma forse è arrivato il caso di imparare anche come loro intendono il marketing, forse l’anno prossimo potremmo davvero avere il Black Friday tutto italiano.

E voi avete fatto acquisti? Trovato qualcosa di importante? O come me siete stati illusi da false speranze? Fatemi sapere nei commenti, per email o sulle pagine social che trovate semplicemente digitando il mio nome ed il mio cognome Sonia Fasulo.

Black Friday

Arriva il gioco da tavolo per essere influencer

Asmood ha creato un gioco da tavola che fa vivere la sensazione di diventare influencer. Se questo è sempre stato il vostro sogno non potete perdere Nosedive.

Un gioco dinamico, con scambi di like e ricerca della popolarità; esattamente come accade per i veri influencer.

E’ ispirato a Black Mirror, il primo episodio della terza stagione di cui ne porta il nome: Nosedive. La grafica è attraente, semplice e che rimanda davvero ai social più utilizzati negli ultimi anni.

Ma come si gioca?

Bisogna essere almeno in tre, scaricarsi l’app sul telefonino Nosedive Game App e sistemare il gioco sul tavolo. La prima parte è analogica, ovvero sarà di studio e valutazione degli altri giocatori. La seconda fase è ovviamente digitale.

Sull’app ci saranno delle domande precise che, se avete fatto bene il vostro studio, vi porterà a conquistare diversi like.

Come si conclude?

Dopo tre turni, alternati dalle due fasi, si conterà chi ha più like e quindi è più influente al tavolo. Potete trovare tutti dettagli nell’articolo di Mashable Italia cliccando qui

Il lavoro più ambito del momento arriva sotto forma di gioco da tavolo, unendo i fan della serie tv con quelli amanti del mondo social, carte e tavolo dal un lato e gioco online dall’altro. Non resta che provare a giocare con Nosedive e capire quanto si è davvero influenti.

La foto è di Amazon.com

Il tempo, il nostro mercoledì

Il tempo è forse il nostro miglior amico, ma anche il peggiore.

Non ti accorgi di quanto sia importante finché non ne hai bisogno, ed in quel momento lui, da infido, scivolerà via il più velocemente possibile.

Perché il tempo è così … quando aspetti, un minuto sembra un secolo, ma quando lo cerchi un anno non dura più di pochi istanti.

E per quanto ci ostiniamo a credere di poterlo gestire, di poterlo possedere, di poter avere pieno regime di noi stessi, ma sappiamo benissimo che il tempo è ingestibile.

Menzogne

Il tempo è uguale sempre. E’ solo la nostra visione che lo renderà veloce o lento, è solo la nostra mente che deciderà se quel minuto è formato da 60 secondi o semplicemente dal semplice scoccare delle lancette.

Tutto dipende da noi. In questo mercoledì parleremo del tempo, del suo scorrere o trascorrere.

Provate a pensarci, fissate le lancette ed aspettate che passi un semplice minuto … vi sembrerà un’infinità di tempo. Perché non lo state vivendo, lo state aspettando.

Ora pensate a quando avete un appuntamento e dovete correre perché siete in ritardo. Quel minuto sarà una frazione di secondi. Perché quel minuto lo state vivendo.

Tutto sta nella nostra mente, in ciò che vogliamo fare, in quello che ci aspettiamo e come lo viviamo.

Dopo aver preso di petto il nostro obiettivo, averlo studiato, aver costato ciò che ci serve per realizzarlo ed aver preso coscienza delle potenzialità che ci sono in ognuno di noi, ora è arrivato il momento di prendere atto del tempo.

Per realizzare il vostro progetto, il vostro obiettivo, quanto tempo avete? Di quanto tempo avete necessità? Un giorno? Un anno? Ecco bene fate il vostro piano.

Valutate di quanto tempo avete bisogno e non sprecate nemmeno un secondo. Calcolate ogni giorno, ogni momento per poterlo realizzare ed organizzate ogni vostro movimento per raggiungere il vostro sogno.

Se volete leggere un libro, bene ogni momento libero è il momento giusto per aggiungere una pagina in più. Stessa cosa se ne volete scrivere uno.

Perché se non fate nulla il tempo trascorrerà così… e non sarà possibile riprenderlo domani, se il tempo lo vivete, invece, sarete voi i capitani della vostra vita.

E per voi… cos’è il tempo? Un amico o un nemico?

Il tempo

#25novembre; no alla violenza sulle donne

Scarpe rosse, panchine, messaggi dei personaggi televisivi, movimenti sociali e molto altro, eppure oggi ogni 72 ore una donna è vittima di violenza. Per esempio, sapete perché è stato scelto il 25 Novembre?

Era il 1960 quando furono uccise le sorelle Mirabal attiviste politiche della Repubblica Domenicana. Il 25 novembre, le tre donne si recarono a far visita ai loro mariti in carcere quando furono bloccate sulla strada da degli agenti del Servizio di informazione militare. Furono portate in un luogo segreto e torturate, stuprate, massacrate a colpi di bastone e strangolate a bordo della loro auto. Qui c’è un articolo dettagliato.

I dati che trapelano oggi fanno inorridire… Ma vorrei fare un po’ di chiarezza.

Quando si pensa alla violenza, nel nostro cervello, in automatico pensiamo ad un tipo di maltrattamento fisico.

Ed è vero

Ma la violenza può avere diverse forme e sfaccettature. Pensate allo stalking. Non è violenza quella? La privazione della propria libertà, dell’essere libera di guardare il telefono, di poter uscire a fare una passeggiata senza avere l’ansia di sentirsi seguite, non è violenza?

Certo che è violenza ed è psicologicamente distruttiva. E le minacce? Ed il mobbing? Sono tutte violenze, ma oggi giorno ciò che davvero fa rabbrividire è l’essere donna.

Si mi avete letta bene… oggigiorno essere donna è una violenza. Perché se sei donna devi lottare da subito contro gli stereotipi di una società che ti costringe ad essere madre, casalinga, senza grandi pretese. Una fabbrica di figli e piatti caldi.

E se superi tutto questa e decidi di lavorare devi fare i conti con il maschilismo. Una donna non più portare un camion, non guida le moto, in fabbrica deve fare solo determinate cose. Un buon lavoro per una donna? La commessa, l’estetista, la donna delle pulizie … non troppo in alto ovviamente.

Perché?

I perché sarebbero infiniti e stupidi e quindi non li voglio nemmeno elencare. Ma se sei una mamma, una moglie e decidi di lavorare devi farlo con la forza di 10 persone perché sconti non te ne vengono fatti. E non è violenza questa?

Viviamo in una società dove essere donna è già di per sè una violenza. Finché vivremo in uno stato dove ci saranno delle differenze solo per il sesso di appartenenza, la violenza sulle donne non finirà mai.

Ma sono ottimista, confido nelle nuove generazioni, magari tra un selfie, un vestitino alla moda ed un ritocchino si accorgano di quanto fondamentale è essere uguali sulla faccia della Terra.

Nel frattempo, mi alzo le maniche e vado a fare il mio lavoro, quello dell’imprenditrice digitale, di una mamma, ma soprattutto di una donna.

#25novembre tutti i giorni.

Vivi da folle

Tornare bambini fa bene all’anima

Ieri sera, mentre ero fuori con un’amica ho deciso di ascoltare le persone che avevo intorno.

C’era un tavolo misto, forse erano amici, con un’età che andava dai 35 ai 50 anni. Parlavano del governo, del piatto, dei benefici di quello che stavano mangiando, di quanto fa bene il ferro etc. Sembravano a loro agio e mi sono immaginata alla loro età seduta a quel tavolo.

No, io non mi sarei divertita, perché di quanto fa bene il ferro e cose varie preferisco me ne parli il mio dottore. Dopo 5 minuti avevo le orecchie sanguinanti.

Ho cambiato prospettiva. C’era un tavolo con dei ragazzi della mia età. Perfetto; era il luogo giusto. Parlavano di come far crescere le pagine di Instagram e Facebook. Ottimo … è il mio lavoro. Ho aguzzato le orecchie e tra un congiuntivo sbagliato, un elogio ad una donnina di facili costumi e a quello che le avrebbero fatto, mi è venuto il voltastomaco.

Ok… volete sapere di cosa parlavamo noi? Del trenino in televisione, di provare a slogarci un polso giocando a biliardino, di calcolare se l’ampiezza del mio bacino poteva passare nello scivolo dedicato ai bambini.

Discorsoni…

Perché se a lavoro devo essere professionale, a casa composta, sui social seria, almeno quando esco voglio essere felice, ridere e vivere come se avessi ancora il tempo per poter sbagliare. Perché si, il tempo per poter sbagliare non finisce mai.

Ed allora sono entrata nella casina dei bambini e mi sono fatta una corposa risata. Vuoi per la situazione, vuoi perché 1,70 centimetri di donna si era accartocciata per stare lì dentro, vuoi perché ‘Non era cosa da fare’…

La volete sapere una cosa? Oltre a me hanno riso tutti, abbiamo scherzato e quel gesto ha riportato l’allegria in un momento di alto rompimento di scatole.

Tornare bambini non è mai uno sbaglio, perché infondo da bambini eravamo felici.

Ah si ci sono anche uscita da lì dentro.

tornate bambini

La crescita continua, seconda slide

Ve lo avevo promesso ed eccola qui, qualche giorno di ritardo che spero mi verrà perdonato, ma sono tornata a seguirvi in questo processo.

La crescita personale, la formazione sono alla base dell’essere umano. Avete mai pensato a come vi sentite subito dopo aver finito di leggere qualcosa o ad aver preso coscienza di voi e delle vostre potenzialità?

Ecco tutto questo fa bene alla vostra mente, al vostro cuore ed alla vostra anima… questa è la vera crescita personale.

Per la slide cliccate qui

Quelle giornate di ordinaria follia

Mi era già capitato mille altre volte, lo devo ammettere, ma alla soglia dei 35 anni credevo di essere migliorata un pochino. No, non è vero ed oggi è stato proprio quel giorno di ordinaria follia.

Il telefono ha iniziato a squillare alle 08 di mattina. Si è vero che mi alzo alle 06 e faccio meditazione, ma alle 08 se mi chiami o mi devi dire che ho vinto alla lotteria o vuoi rischiare la vita.

Dopo aver risposto al telefono, placato una diatriba, dato consigli su come crescere sui social ed aver programmato l’agenda con il lavoro settimanale finalmente sono andata in palestra, ma sapevo di aver dimenticato qualcosa.

Tipo le candele accese dentro casa. Qualcuno mi ha voluto bene. Soddisfatta per essermela scampata ho pranzato con l’ aria da onnipotenza che ti viene quando ti capita una botta di culo.

Mi preparo, mi faccio un paio di selfie per aggiornare i follewer e con l’aria da ‘Charia Ferragni’ chiudo la porta. Ecco peccato che le chiavi dell’auto e di casa erano sulla penisola all’interno.

Ben mi sta…

L’aria da figona non mi sta proprio bene addosso: sono dovuta rientrare dalla finestra del bagno per riprendere le cose (e ringraziamo la palestra).

Per me la giornata poteva anche concludersi, peccato che ho dimenticato giusto giusto le tre o quattro cose che dovevo fare per il lavoro. Quindi eccomi qui finalmente ad aggiornare il blog dopo un pò di giorni.

Mi farò perdonare in questi giorni raccontandovi tutto quello che è accaduto. Non ho dimenticato l’appuntamento del mercoledì con la slide, anzi farò in modo da farmi perdonare.

Nel frattempo voglio ringraziarvi, i like e la nostra grande famiglia sta crescendo anche quando, per tempo e disastri, non riesco ad aggiornare il sito. Davvero… grazie di vero cuore.

Giornata di ordinaria follia

Amazon e Nike: inizia la guerra

Nike ha deciso di abbandonare Amazon, ma cosa ha spinto questo marchio ad uscire dal più grande mercato online?

Le possibilità sono due: o i vertici della Nike sono stati rapiti dagli alieni oppure qualcosa ha fatto indispettire i capoccioni del ‘baffetto’ più noto al mondo.

Per quanto l’idea degli alieni solletichi la curiosità, la verità è un’altra e ‘Quifinanza’, il sito che riporta la notizia, lo spiega nel dettaglio.

Amazon è l’e-commerce più usato al mondo con prodotti di ogni genere al prezzo più concorrenziale.

E’ difficile poter contrastare un meccanismo del genere, ma quando ti chiami Nike, puoi fare tutto.

I vertici del ‘baffetto nero’ si sono accorti che effettuando la ricerca dei loro prodotti, tra i primi risultati apparivano quelli contraffatti.

Un danno enorme per la Nike, non tanto economico, ma quanto d’immagine.

A nulla sono servite le segnalazioni ed i reclami effettuati su Amazon: il flusso di prodotti falsi era in continuo aumento e rintracciare ogni singola spedizione o acquisto era impensabile.

Così, pochi giorni fa, la Nike ha deciso di abbandonare Amazon comunicando a tutti i suoi clienti che ‘tutti i prodotti con il loro marchio presenti sull’e-commerce provengono dal mercato parallelo’.

Ma Nike non si arrende. Sta studiando diverse soluzioni e piattaforme per poter creare il suo mercato online, al sicuro da ogni possibile intromissione esterna.

Ci riuscirà? Non lo sappiamo, ma di certo è il primo marchio noto che abbandona Amazon: possibile che la discesa sia già iniziata?

Qii c’è l’articolo di ‘Quifinanza’ che spiega nel dettaglio tutti i processi del grande abbandono, se volete fate click.

Io aspetto i vostri commenti o le vostre segnalazioni e se volete seguirmi potete trovarmi sui canali social come sonia_fasulo_ o esseffe_ilblog

La notte porta consiglio

Ehm no, la notte è fatta per dormire, solo che io faccio parte della grande cerchia fortunata che quando voglio andare a dormire il mio cervello inizia a ballare.

Magari il mio unico neurone è stato fermo lì, quasi in prognosi riservata per tutto il giorno eppure appena ti metti sono le coperte calde, accendi la tv e ti prepari per il meritato risposo lui inizia farsi monologhi.

Quanto è infimo… parte con una domanda banale: ‘Che c’è in tv?’ Poi magari trova anche ciò che gli piace, ma nulla inizia a parlare ‘Che giornatina è?’ ‘Stanca?’ ‘Ma sto film non è proprio bello, quando arriva la parte importante?’ ‘Ma poi quella cosa che hai deciso?’… e andrà avanti finché non toccherà l’argomento interessato ed inizieremo a ragionarci su come matti da reclusione.

C’è chi dice che è tutto perché durante il giorno non abbiamo ‘portato a termine qualcosa per noi importante’ altri semplicemente ‘Meccanismo naturali del nostro cervello’.

Io credo che il mio abbia una vita a sé. Passo dal coma demenziale a profezia assurde, da guardare i video cretini su Youtube (e ce ne sono) con i miei figli a leggere libri noir.

Ma il massimo il mio cervello lo da dalle 22:00 alle 03:00 per ripartire cazzuto alle 06:00. Che io stia lì cercando in tutti i modi di chiudere gli occhi e dormire, a lui, non interessa. Ma ho trovato una soluzione.

Mi metto sul divano ed inizio a pensare dalle 20.45 così si sfoga ed alle 22 con una scatto felino mi ficco a letto.

Ok ho scherzato a sufficienza, ma capita anche a voi di prepararvi per andare a dormire, stanchi come non mai, e iniziare a dialogare con il vostro cervello?

Questo il mio quesito del giorno, vi ricordo che vi aspetto su Facebook ed Instagram come sonia_fasulo o esseffe_ilblog oppure qui, con i commenti che tanto mi piacciono. Se non vi siete iscritti alla newsletter bhe potreste farlo così la smetto di ammorbarvi 🙂

Buongiorno bella gente.

Buongiorno

La festa della gentilezza

Misa che vivo nell’ignoranza. Ieri sono andata a riprendere i miei figli all’asilo ed avevano al collo un grande cuoricino. Avevano festeggiato la giornata della gentilezza.

E niente, con umiltà, avevo tranquillamente detto che : ‘Non conoscevo l’esistenza di questa festa e non sapevo che fosse oggi’. E voilà la figura di cacca è servita. E no, i miei figli frequentano il secondo anno, sono la rappresentante dei genitori eppure non lo sapevo.

Quindi?

Per me non conoscere, non sapere significa che in quel momento non ne ero a conoscenza, ma che potevo, senza ombra di dubbio, imparare, immagazzinare e farne tesoro. La maestra che ormai cerca di rincorrermi poverina con una pazienza infinita, secondo me perderà le speranze a fine anno.

Ma la mamma non perdona

EEE si… le mamme non perdonano. Si lo so che sono mamma anche io, ma io sono un po’ diversa, faccio parte di quelle mamme che sanno che possono sbagliare.

Ultimamente, e me ne darete conferma, gira sul web una forma nuova di essere speciale, affiancato senza problemi a wonder woman e Hulk: la mamma perfetta 🙂

Cibo strettamente biologico preso dalle mani dell’agricoltore di fiducia, corro a temperature neutra per non perdere l’essenza, giochi solo educativi, no al tablet, si al dialogo in famiglia, vestiti perfettamente sistemati, casa impeccabile e l’aria di chi potrebbe insegnare senza essere andato a scuola.

E poi ci sono io…. che corro come una matta, che divido due bimbi che cercano di menarsi h24, che ho tanti progetti e mille richieste, che sento la parola mamma almeno 200×2 volte al giorno. Che ho sempre la lavatrice impegnata e l’asciugatrice ha tentato il suicidio.

Che arrivo in ritardo, che i miei figli spesso mangiano il tenerone pronto ed eresia hanno il tablet per colorare e scrivere perché a fine giornata sono stanca, esausta ed ho bisogno di silenzio. Però io sono quella mamma che gioca a terra con loro per ore, che si nasconde una caramella nella mano quando tornano da scuola, quella mamma che li manda indue palestre perché credo nel tablet, ma anche nello sport, che non importa se io indosso ancora la stessa maglia, tu, non stirata magari, avrai la maglia super pulita.

Non sono perfetta per niente e quando ieri mi hanno portato quel cuoricino della gentilezza (ed io non sapevo nulla) ho dato un bacio per uno i miei figli e come gentilezza ho sorriso all’ennesimo sguardo fatto di sfuggita…

Ecco il vero senso della gentilezza, quello insegnato ai miei figli dalle maestre, a casa, nella vita….

Giornata della gentilezza

Il Natale ed il buonsenso

Voi non le sentite nell’aria le campanelle, le renne, le canzoncine e la voglia di amare anche lo scarafaggio che gira che per casa? Io sì.

Faccio parte di quella categoria inguaribile che ama il Natale. Ma non è sempre stato così. C?è stato un tempo che tutto questo mi faceva rabbrividire tanto che mi chiamavano il Grinch.

Poi sono diventata mamma e per me questi sono giorni di intenso amore.

Quattro anni fa ero allettata, ferma come un soprammobile ingombrante sul divano. Il mio corpo ed il mio viso erano diversi, ma il mio cuore era vestito a festa. Certo non potevo fare questo granché ma dirigevo i lavori meravigliosamente.

Iniziai gli addobbi a metà novembre, non sapevo quando avrei dovuto lasciare casa mia per mettere al mondo i miei bimbi ed allora mi sono mossa per tempo.

C’era chi mi diceva ‘poverina’, chi ‘ma è troppo presto’ e chi pensava che forse stavo impazzendo. Ma a me quei colori, quelle canzoncine, l’albero e la presenza del presepe tutto illuminato mi mettevano di buon umore.

Dicembre arrivò e giusto qualche giorno scartai il più bel regalo che il Natale potesse farmi: due splendidi bambini. Da quell’anno, ogni anno a metà novembre ho iniziato ad addobbare la casa.

Non perché era la tradizione a dirlo, non perché era diventata un ‘rituale’, semplicemente perché mi faceva stare bene.

Se nel 2019 possiamo sentirci di colorarci i capelli di rosa, mettere lo smalto multicolore alle unghie, tatuarci il volto e correre in strada a piedi nudi, io, perché dovrei sentirmi in errore ad addobbare in anticipo la mia casa? In base a quale democrazia dovrei sentirmi in difetto?

Forse è solo un modo per viverlo più lungo questo momento magico, per insegnare ai miei figli ad aspettare questo momento, a crearsi il loro avvento nel cuore, a vivere con amore e serenità ogni giorno.

E novembre, mese dedicato a chi non c’è più, diventa per me il mese che anticipa il Natale. Purtroppo chi non c’è più lo vedo nella sedia vuota accanto alla mia.

E voi? Natale in anticipo o seguendo la tradizione? Addobbate casa o preferite lasciarla com’è? Sui miei canali social sonia_fasulo ed esseffe_ilblog caricherò tutte le foto di come ‘capovolgo’ casa mia insieme ai miei due bimbi, vi farò un video per dimostrarvi anche come un semplice ‘allestiamo il presepe’ diventa una battaglia a cielo aperto 🙂

Addobbi di Natale

‘Il tuo giorno’

Eccoci qui, è mercoledì, il vostro mercoledì.

Come promesso, iniziamo il nostro programma di crescita personale, il nostro viaggio insieme. Sono felice che hai deciso di provarci, a me è iniziato tutto così.

Il tuo programma è qui

Tutt’ora incontro persone che dicono ‘Tu ti alzi alle 6 perché non hai nulla da fare’ ‘Non è una cosa che puoi fare a lungo’ ‘Non serve a nulla leggere e fare esercizi sulla crescita personale’.

Beh come già detto, oltre al ‘non fare niente’ sul mio blog, ho scritto un libro, stiamo preparando la Startup di Docety, ho un paio di progetti in cantiere, gestisco come social media expert tre profili aziendali e udite udite… ho due gemelli che stanno sempre e solo con me 🙂

Eppure mi alzo alle 06. Perché? Perché tutto viene dalla mia testa, perché so che posso fare tutto perché ne sono convinta ed affronto la vita con il sorriso e la grinta.

Ma bando alle ciance…

Ci vediamo mercoledì prossimo, mi raccomando metti in azione tutto, scrivi e per qualsiasi informazioni contattami pure, qui tra i commenti, sui canali social o via email, risponderò a tutti con molto piacere.

Polpette di sogliola, il piatto econo-strepitoso

Il pesce fa bene ed è un dato di fatto, soprattutto quando si parla di quello azzurro. Farlo mangiare ai bimbi, però, diventa un’impresa. Mille strategie e spesso il risultato è un rifiuto.

Anche per noi adulti, infondo, andarlo a prenderlo al mercato, cucinarlo, spinarlo e bla blabla è un lavoraccio e cadiamo in tentazione di pesce congelato o confezionato. Ma anche se delle migliori marche resta pesce congelato.

Allora ho sperimentato questa ricetta, facile, forse un po’ lunghetta si, ma economica, sana e farà impazzire grandi e piccini. L’ho sperimentato con due bimbi che il pesce non lo hanno mai mangiato.

200 grammi di sogliola fresca già pulita,

40 grammi di parmigiano a pezzi,

40 grammi di pangrattato,

1 uovo,

mezza cipolla

erbe aromatiche se le gradite.

Le sogliole

Ho comprato le sogliole, circa 4, le ho sciacquate, tolto le pinne superiori ed inferiori, la testa e la coda. Poi facilmente basta tirare via la pelle superiore e quella inferiore e passare sotto l’acqua ed il gioco è fatto.

Dopo averle pulite e bollite solo con acqua, le ho scolate e fatte raffreddare. Si raffreddano in brevissimo tempo. Le ho spinate ed è facile perché la polpa si toglie da sola.

Ho aggiunto il pesce, il formaggio, la cipolla nel frullatore ed ho fatto tritare tutto, poi ho aggiunto il resto degli ingredienti ed ho mescolato. Con il risultato ho fatto delle palline e l’ho ripassate nel pan grattato.

Il gioco è fatto. Poi bisogna friggerle e mangiare. Sono buonissime, sane e costano poco. Io ho usato il bimby per frullare, ma va bene qualsiasi frullatore.

Fatemi sapere cosa ne pensate e sui miei canali social potete trovare tutte le altre foto con le ricette che ho fatto oggi… velo avevo detto che stamattina avevo avuto da fare 🙂

Mi trovate come esseffe_ilblog o sonia_fasulo_ io vi aspetto

Il ‘Saluto al Sole’

Eccoci qui, per chi mi segue sui social sa che stamattina non ho aggiornato subito il blog perché ho preferito dedicare qualche minuto a me.

I giorni volano e il tempo potrebbe sembrare sempre meno ed allora questa mattina, dopo la sveglia delle 06 ho dedicato un po’ più tempo alla pratica che mi accompagna da ormai un mese.

Che sia chiaro, ‘il saluto al sole’ non è nulla di pagano, di esoterico o chissà cosa. Sono Cristiana per quel che mi riguarda ed insegno ai miei figli il rispetto per il libro ‘magico’ che aiuta mamma a stare tranquilla: ‘Il Vangelo’.

Ma lo yoga, e soprattutto questa fase, mi aiuta ad essere felice. Non concentratevi su chi o cosa state salutando, infondo è solo un nome. Godetevi ogni passaggio, respirate a fondo, riflettete.

E se il sole non c’è? Beh questo non vuol dire che non ci sia per davvero, dai siamo grandi lo sappiamo, e soprattutto non significa che il nuovo giorno non sia iniziato per davvero se il sole è coperto.

E così provateci, mettete un po’ di musica rilassante in sottofondo, spegnete tv e cellulare, tanto vi basteranno 10 minuti circa. Trovate il vostro equilibrio, la vostra fase x, ovvero la situazione di rilassamento attraverso la respirazione.

State seduti, allungati, in piedi, come più vi piace, ma lasciate morbido il corpo, respirate ed ascoltate il vostro respiro. Con le mani giunte al livello dell’addome (come fareste per pregare) Portate unite sopra la vostra testa ed inclinate all’indietro la schiena per poco, senza sforzarla. Respirate e tornate al punto di partenza.

Portate le mani con i palmi aperti fino a terra, respirate profondamente ed inspirate. Portate indietro una sola gamba, sentite i muscoli allungarsi, chinate la testa e respirate ancora. Portate indietro anche l’altra gamba.

La posizione del cane

Siete adesso nella posizione del cane, alzate il bacino verso l’alto, la testa china, i piedi ben saldi a terra e le mani aperte sui palmi e respirate. Piegate dolcemente le gambe finché non vi ritrovate in ginocchio ed allungatevi sull’addome completamente. Poggiate le mani all’altezza del seno e tirate indietro la schiena e la testa verso l’alto.

Lentamente sedetevi sulle ginocchia e respirate. Poggiate le mani a terra e tornate alla posizione del cane. Portate avanti prima un piede e poi dolcemente l’altro. Ora potete alzare lentamente le mani, portare unite a livello del tronco, sempre unite sulla testa piegando ancora un pochino la schiena e riportarle sul tronco.

Ricordate di respirare a fondo ad ogni passaggio. E namasté a tutti per una buona giornata. Vi lascio il link di un sito che seguo spesso per fare yoga può essere utile:

Nel frattempo vi ricordo anche un mio vecchio post, se lo avete perso

Se non lo avete fatto iscrivetevi alla newsletter oppure seguitemi sui canali social, mi potete trovare cercando sonia_fasulo_ o esseffe_ilblog … aspetto i vostri commenti e vi lascio la mia buona giornata.

Namasté

Inverno vs bambini, ecco come li difendo

I bambini si ammalano. Fatevene una ragione. Restare chiusi in casa dal 1 ottobre al 10 giugno non servirà a molto, anche perché prima o poi andranno a scuola, prima o poi incontreranno altre persone, primo o poi si scontreranno con i germi.

Il freddo in realtà, se affrontato bene è il momento in cui ci si dovrebbe ammalare meno, perché le basse temperature distruggono i primi virus, ma è quasi impossibile evitare qualche raffreddore, un po’ di febbre, la tosse ‘simpatica’ che ci lascerà a giugno e così via.

Ho provato a coprirli come pupazzi di panni, ma sudavano ed era peggio. Primo tentativo fallito. Ho provato ad evitare ogni tipo di attività fisica e tranne fargli diventare schivi della tv e pigri come bradipi si ammalavano lo stesso.

Si certo l’alimentazione è importante, ma cercare il biologico tutti i giorni, i 5 colori nel piatto, il vapore e l’olio d’oliva è un lavoraccio. Soprattutto se poi il risultato è quello di rifiutarsi di mangiare. Sono una mamma fortunata perché vivo in campagna ed ho la possibilità di servire piatti di stagione, ma non mangiano tutto e soprattutto da solo non serve.

Allora ho sperimentato su di me. Lavaggi nasali con acqua di mare mattina e sera. Respiravo meglio. Ho iniziato a farlo anche a loro. I primi giorni era come la battaglia di Troia, ma non c’era il cavallo, ma una Galatina.

Poi una volta a settimana ho iniziato ad aggiungere una fialetta di difese immunitarie. E la prova è arrivata con il virus gastrointerinale. Bimbi colpiti ed affondati, marito pure. Io niente. Per quanto un po’ di pulizia ‘pasquale’ delle viscere mi solleticava la curiosità era piacevolmente sorpresa dal risultato.

Così iniziai a dare una fialetta anche a loro. La riprova sarebbe arrivata a breve. All’asilo girava la prima influenza.

Controllavo i panni da indossare, non troppo pesanti anche se faceva un po’ di freddo, perché un brivido fa bene, un brivido sudato fa ammalare. Bastava una maglia a manica lunga, una giacca ed il cappello per le orecchie. E così la prima ondata di influenza e raffreddore lo abbiamo superato a grandi voti.

Magari lo prenderanno comunque, ma in maniera più lieve ed a me va bene così. Perché solo chi ha i gemelli dentro casa, sa cosa significa quando si ammalano. E’ un circolo vizioso dal quale uscirne è un miracolo. Prima uno, poi il contagio, e così via finché lo stesso virus non si stanca e se ne va. O almeno così lo immagino.

Vi lascio il link per cercarlo su internet e la foto di quello che uso io per tutta la famiglia. Fatemi sapere le vostre opinioni in merito e se vi va vi aspetto sui canali Instagram e Facebook… potete cercarmi semplicemente come Sonia_fasulo_ o esseffe_ilblog

Sciroppo magico

Un lunedì tutto da scoprire

La sveglia ormai suona sempre alla stessa ora e ne sono felice. Non importa se può sembrare da folli o massacrante, perché non lo è.

Oggi sono particolarmente felice e chi mi legge da un po’ spero lo possa percepire. Mi ero ripromessa degli obiettivi che sembrano lontanissimi solo qualche mese fa, sognavo e rimandavo perché non era il momento, non era il tempo giusto … perché era facile procrastinare.

Ed allora un mese diventò un anno, e così via finché le bozze vennero buttate e tutto rimase lì. Tre mesi fa invece ho deciso di puntare su me stessa, ho deciso di investire su di me ed oggi, questo lunedì ho completato il penultimo corso come ‘Instagrammer professionista’ ed ho finito di scrivere e correggere il mio primo libro.

Continuo a riguardare e controllare per assicurarmi se davvero io ho fatto tutto questo, se davvero ho portato a termine i mio progetto… ed è così.

Tutto era partito dalla mia testa, il ‘click’ lo ha fatto il mio cervello ed il mio stato d’animo lo ha seguito. E poco importa se ho trovato ostacoli o problemi, non ho mai smesso di focalizzare l’obiettivo.

Questo per preannunciarvi che la prima slide di mercoledì, che troverete anche in un post sul blog parlerà proprio della vostra mente, del vostro stato nei vostri confronti, del vostro volervi bene.

Siamo così impegnati a cercare approvazioni, a capire cosa pensa la gente di noi, a lavorare a curare gli altri che spesso non ci rendiamo conto che per rendere tutto più armonico per essere veramente felici dobbiamo mettere noi al primo posto, dobbiamo focalizzarci su di noi e tutto il resto verrà in automatico.

Quindi, preparatevi ad essere felici, vi basterà avere carta e penna e tutto potrà essere realizzabile, io ne sono l’esempio vivente.

Il lunedì delle sorprese

Mercoledì…

Quanto mi piace fare titoli un po’ così… Ma questo un senso lo ha.

Come vi avevo annunciato da mercoledì sarà possibile iniziare il nostro percorso insieme. E’ totalmente gratuito e sarà incentrato sulla crescita personale, argomento a me caro scoperto negli ultimi mesi e diventato il mio punto di riferimento.

Quando si pensa alla crescita personale si pensa al miglior modo per perdere tempo, ma vi assicuro che non c’è errore più grande.

Vi dimostro perché.

Qualche mese fa ho aperto questo blog… in realtà lo aperto per farmi compagnia, spesso non sapevo cosa scrivere anche se durante la giornata mi accadevano mille avventure.

Dedicavo qualche minuto alla scrittura ed andavo avanti. Così come con Facebook, ed Instagram. Giravo, mi spostavo, galleggiavo e certe volte ho rischiato anche di annegare.

Ero nella confusione più totale e la mia carriera navigava nella melma delle insicurezze. Poi una mia amica mi fece notare che nello scaffale dei libri nei avevo uno importante. Così l’ho iniziai a leggere. Lentamente tutto era più chiaro.

Non vi dico che sarà immediatamente facile, che tutto andrà secondo i piani e non avrete ostacoli, anzi, ma tutto vi servirà per arrivare alla vostra consapevolezza, al potere che avete dentro di voi, per decidere cosa è importante e cosa no.

Magari avete le idee ben chiare di cosa volete fare e quando, magari il vostro lavoro vi piace ed avete una vita perfetta ed allora perché non cercare di crescere anche come persona per mettere la ciliegina sulla torta?

Non faccio miracoli, ma condivido con voi la mia crescita, la mia esperienza e ciò che oggi, nonostante un mese passato, mi rende ancora felice.

Oggi sono più calma, più riflessiva, meno stressata, ho un obiettivo che sto raggiungendo, ho un piano per il blog ed un libro in pubblicazione, ho preso vari attestati sui social e continuo a crescere.

Vi lascio un link e vi ricordo che il nostro percorso gratuito di crescita personale è attivo da mercoledì, ma avrà un tempo limitato per scaricarla. Sarà postata una slide nuova che potete scaricarvi ogni mercoledì finché non finiremo il programma, se vi va salite a bordo.

La pasta dei ricordi

Ieri vi avevo parlato in un video di Instagram della pasta che amo fare nelle occasioni speciali. Ovviamente vi parlo delle domeniche al sud ma che parlano di autunno. Perchè qui ogni stagione ha il suo must have.

Siamo buongustai e la terra ci viene incontro con uno degli oli extravergine d’oliva premiato a livello nazionale, ma abbiamo anche funghi porcini, asparagi e tartufi. Non ci possiamo proprio lamentare.

Ora aggiungeteci una tradizione casearia che non ha quasi paragoni ed il mare con i suoi frutti dorati ed ecco a voi il Molise. Ma questa ricetta che parla della mia terra l’ho provata per la prima volta in uno dei miei viaggi nei Colli Romani, poi sottovuoto nel frigo di un negozio.

Avrete bisogno di:

500 grammi di funghi (preferibilmente misti);

1 confezione di castagne lesse (le trovate nei negozi in questi giorni)

1 cipolla media, 1 spicchio di aglio

Tartufo, anche il paté va bene

1 confezione di panna da cucina

olio e sale q/b

Sembra dispendiosa e chissà quanto difficile, ma in realtà non è così. Aprite le castagne e sciacquatele bene sotto l’acqua. Il sapore del conservante non è idilliaco. I funghi potete prenderli anche congelati, il risultato sarà lo stesso. Fate soffriggere leggermente la cipolla e l’aglio con un po’ di olio, se volete l’aglio toglietelo, aggiungete i funghi e ricordatevi di usare una padella con i bordi alti, sarà più facile condirci la pasta. Fate rosolare, aggiungete un po’ di acqua e fate cuocere a fuoco lento finché i funghi non vi sembreranno quasi cotti. Ricordate che se usate funghi freschi il tempo sarà ridotto. Aggiungete le castagne e amalgamate il tutto. Aggiungete un po’ di acqua e portata a fine cottura. Ora aggiungere il tartufo e la panna e condite la pasta con questa autunno nel piatto.

Farete un successone, ve lo assicuro. Potete evitare la panna e andrà bene anche ad i vegani e vegetariani ma cercate di essere più abbondanti con l’olio.

Se volete una versione Healty invece basterà evitare il soffritto e la panna (ma toglierete abbastanza gusto :))

Io li ho preparati con le penne ripiene di formaggio trovate al Lidl ma sono sensazionali anche con qualsiasi tipo di pasta.

Pasta d’autunno

Il cambiamento ed il camaleonte

Ve lo avevo accennato qualche tempo fa ed oggi ho deciso di affrontarlo, in scena andrà il mio cambiamento.

Per chi mi conosce da molto tempo sa che la moda e tutto ciò che le gira intorno mi piacciono un bel po’. Se poi parliamo di scarpe, borse e accessori la porta non si apre… si spalanca.

Finché un giorno non diventai mamma. E tutto cambiò. Ero stata una delle fortunate ad avere avuto i gemelli, un maschietto ed una femminuccia e stavano bene. L’impegno per prendermene cura era costante. Riusciva a stento a lavare quei capelli che avevo deciso di tagliare così corti che a stento mi riconoscevo.

Giorno dopo giorno ho trascurato ogni parte di me. I chili si accumulavano, il viso invecchiava sotto i colpi delle notti insonne, i capelli, ricresciuti perennemente legati. Giustificavo il mio essere semplicemente con ‘Non ho tempo’ ‘Una mamma deve fare la mamma’ ‘Quanto spreco di soldi che tolgo ai miei figli’.

Poi un giorno osservai una mia amica, anche lei era mamma eppure con le sue battutine e realtà sbattute in faccia mi aveva svegliato da quel sonno in cui ero caduta.

Avevo in mano una situazione abbastanza difficile da gestire, perché erano 3 anni che mi lasciavo andare ed oltre 30 chili di buttare giù. La scusa della gravidanza gemellare non reggeva più.

Abbiamo iniziato a parlare delle ultime mode, mi fece fare il primo tatuaggio, ripresi in mano la mia vita. E così iniziai dal parrucchiere. Il parrucco iniziava a prendere forma. Ed anche il mio viso.

Creme da grande distribuzione pronte nel bagno. Io uso un contorno occhi della Venus, una crema anti-età presa in farmacia (7 euro) ed è una figata ed un tonico Acqua delle Rose. Nè più né meno, solo che ci vuole tanta costanza e piano piano i segni della stanchezza, del tempo che passava, delle notti insonne e di tutto quello che gira intorno ai gemelli, lasciava il posto ad un viso fresco.

Magari non avevo riposato, ma il viso diceva il contrario. Poi ho fatto a botte con la realtà Quella ragazza dalla 44 facile non c’era più, probabilmente l’avevo mangiata, ed era ora che ritornasse. Non mi interessava la taglia, io volevo vedere la forza e la determinazione di quella ragazza. E così dieta e palestra.

Ho iniziato a volermi bene per davvero, a capire che certe cose mi facevano male ed anche certe persone. E lentamente ho lasciato andare il buio, i chili e la negatività aprendo il mio cuore alle bellezze della vita che avevo. Ho dedicato molto tempo a chi considero parte di me, ho parlato al telefono per ore con chi vorrei qui, ho giocato con i miei figli.

Se il mio aspetto stava cambiando, ed era un bene lo deve alla mia amica dagli occhi scuri, ma era il momento di fare il passo in avanti, cambiare come persona.

Da giovedì sarà possibile scaricare delle slide sul sito, ovviamente gratuite, per fare con me una crescita personale, quella che ho affrontato io. Nessun impegno impossibile da gestire, vi lascerò una slide a settimana così da poter avere il tempo di sperimentare e valutare i cambiamenti.

Sarà un viaggio così bella che vi dico già da ora che alla fine sarete persone estremamente felici. Vi basta un pezzo di carta, una penna, il telefono ed il vostro cuore.

Se vi va fate click su un mio post precedente e non dimenticatevi di iscrivervi alla newsletter per rimanere sempre aggiornati.

Dopo
Prima

La meditazione per i bambini, un nuovo gioco

Avete presenti quelle giornate infernali dove vorreste trovarvi su un’isola deserta? Ecco l’altro giorno io ero esattamente così.

Avevo fatto mille cose, alzata presto e meditato…tutto secondo i piani. Ma durante il giorno, gli abitanti del pianeta Terra, hanno deciso di mettermi alla prova. Me ne sono successe di tutti i colori.

Volevo mettermi sul divano, con una copertina, una tisana, un bel telefilm e pace e bene. Ma non avevo fatto i conti con loro due: Christian ed Arianna.

Non so per qualche intreccio divino, ma erano a tremila. Correvano, saltavano, litigavano, urlavano. L’apocalisse.

Prima di rinchiuderli in una stanza e scappare via lontano, ho provato a fare una cosa… ebbene sì ha funzionato.

Ho riempito la vasca di acqua tiepida, ho fatto scegliere a loro la bomba da bagno da utilizzare e l’ho fatta inserire a loro. Il vapore dell’acqua calda, i fiori e gli oli della ‘bomba’ hanno rilasciato nell’aria un profumo avvolgente. E così via, bagnetto.

Mosè in confronto era un dilettante. L’acqua è riuscita ad arrivare sul soffitto. Allora ho messo una lucetta soffusa e non quella a 36 lampadine. Solo quella dello specchio. Ho acceso un musica che uso per la meditazione e voilà… hanno iniziato a calmarsi.

Li ho osservato mentre lasciavano andare via lo stress, le ansia, il nervosismo della giornata (Scegliere i giochi deve essere complicato) ed allora ho sferrato l’ultimo colpo: il pigiama caldo.

Vittoria: ore 21:00 dormivano stesi sul divano con la loro solita aria angelica.

Ho iniziato, allora, il pomeriggio a fargli ascoltare mentre giocano un po’ di musica rilassante a non avere mille luci accese, certo nemmeno il buio altrimenti li rendo ciechi, ma sto meditando con loro. E se funziona davvero, per chi ha gemelli o solo un bimbo, è davvero un traguardo senza fine.

E con questo il mio buongiorno…

Rilassamento e bimbi

Vi ricordo che vi potete iscrivere alla mia newsletter per rimanere in contatto sempre e soprattutto perché a breve regalerò delle slide, senza essere invadente, per un programma di crescita personale insieme… a me è servito come l’acqua.

‘Non più, non ancora’, Francesca Rosso ci apre il ‘cuore’

Il suo primo romanzo, certo, ma molto vicina alla scrittura da sempre. Giornalista, insegnante di yoga con due pubblicazioni alle spalle ed un ebook, Francesca Rosso è una forza della ‘scrittura’ e della natura.

Benvenuta Francesca  nel mio salotto. Allora arriviamo subito al dunque: hai scritto il tuo primo romanzo.. ti va di raccontarci come è nata Non più, non ancora?

L’idea è nata, come spesso accade, da un incontro. Ho conosciuto una persona che è poi diventata un’amica e mi ha raccontato la sua storia. Sono rimasta colpita dalla sospensione in cui ci troviamo in ogni momento della nostra vita: siamo sempre fra un non più e un non ancora, una fase della vita e un’altra. Poi ci sono situazioni che estremizzano questa sospensione: quando siamo nel mezzo di un trasloco, di un cambio di lavoro o di amore o di una città.

Quando Golem Edizioni ha deciso di pubblicare il tuo libro, in quel momento cosa hai pensato?

Sono stata contentissima. Era da un po’ che cercavo una casa per la mia storia e Golem è stata una vera e propria famiglia: mi ha accolta, abbiamo discusso su ogni dettaglio, ci siamo confrontati e poi ancora discusso e progettato ed eccoci qui.

Lavori come giornalista per La Stampa, hai già pubblicato un ebook ‘Bollywood Party’, Cinema e Danza, storia di un passo a due nel 2008; Zuppe, zucche e pan di zenzero, la cucina mostruosa di Tim Burton nel 2011 ed ora il tuo primo romanzo. Copywriter, scrittrice, giornalista ed insegnante di yoga. Quale libro senti più tuo e quale aspetto di te, dei mille ruoli, senti di più?

Ho sempre lavorato fra pubblicità e giornalismo in cui le battute sono contate e ad effetto. Ho scritto un blog che mi ha riempito la vita di colori e profumi ma scrivere un romanzo è un’altra esperienza ancora: si ha un mare di libertà, fin troppa. È bellissimo ma è anche una vertigine che spesso non è facile da gestire. Ho scelto la via dei piccoli passi per non farmi spaventare dall’insieme. E così giorno per giorno ho scritto una storia che mi assomiglia.

Hai in programma un prossimo romanzo?

Sì ma senza fretta. Sto leggendo, ascoltando, scrivendo qualche appunto su una storia che mi attira. Ho già un paio di personaggi che mi vengono a trovare spesso, come hanno fatto Chiara e Diego per “Non più, non ancora”. Ma senza fretta, prima devo scrivere una tesi di master sulla cucina dei monasteri zen.

Come viene realizzato un libro e quanto tempo hai impiegato nella realizzazione?

 A me è successo così: prima l’idea, poi i personaggi che cominciano a camminarmi a fianco e poi la scaletta. Poi tanta disciplina: mettersi lì davanti al computer e ogni giorno lasciare una traccia. Tutti i giorni, se no si perdono le voci. Ho raccolto spunti per tanto tempo e poi ho scritto in fretta, in 3 mesi.

A chi dedicheresti questo libro?

Il libro è dedicato a una carissima amica che all’inizio del libro stava bene e alla fine non c’era più ed ha ascoltato ogni capitolo che le leggevo su whatsapp criticando e consigliando. Fino alla fine.

Se dovessi dare un consiglio a chi si avvicina al mondo della scrittura quale sarebbe?

Ci sono tecniche e scuole e metodi. Da non perdere “On Writing” di Stephen King e un corso anche veloce di scrittura serio. E poi leggere, leggere, leggere. E scrivere tutti i giorni. La scrittura è un muscolo da allenare. Ma poi bisogna ascoltare la propria voce, e divertirsi anche. La scrittura è disciplina e rigore e sudore ma è anche meraviglia e stupore.

Consigli, informazioni e quell’impronta che la rende unica Francesca Rosso e ‘Non più, non ancora’ sono davvero una scoperta ed una sorpresa piacevole. Se volete regalare attimi di estrema serenità, questo è il libro che fa per voi.

Camminerete sulla spiaggia, vi innamorerete, conoscerete tante nuove persone, vedrete difficoltà e soluzioni e Francesca vi porterà ‘ad ascoltare le onde’.

Momenti di terrore, la paura di ogni mamma

Sono giorni che ripenso a quanto è accaduto e rifletto su tutto. I bambini sono imprevedibili, ok, ma anche la società che pare essere sempre più attenta alle sfaccettatura, si perde in un bicchiere d’acqua.

Eravamo al ristorante, i miei due gemelli giocavano tranquillamente nell’area a loro destinata quando, mentre giocava, Arianna è scivolata tra i giochi ed i vetri dietro la struttura.

Si era aperta una fessura nei giochi e lei ci era caduta dentro. Ma non avevo dato peso alla cosa, pensavo che poteva tranquillamente fare il giro e tornare a giocare.

Dopo qualche minuto però non la vedevo uscire e ci siamo alzati tutti per andare a controllare. Arianna era bloccata tra i vetri dell’edificio per fortuna chiusi e la struttura dei giochi. Non poteva andare da nessuna parte.

In quel momento avrei voluto spaccare tutto e tirarla fuori, ma dovevo dimostrarmi calma per non far andare lei nel penico. Le sorridevo ma avrei voluto mettermi a urlare come un’invasata.

Provammo a spostare, senza risultato, l’intera struttura. Era attaccata al pavimento. Allora provammo a tirarla su dal foro dove era entrata, ma non poteva attaccarsi a nulla e le mie forze erano limitate.

Stavo uscendo di testa… un gemello urlava disperato perché sentiva l’ansia della sorella, Arianna era bloccata dietro i vetri ed io ero una mamma che non riusciva a prendere sua figlia.

Vedo arrivare verso di me tre ragazzi, mi fecero spostare e presero Arianna sotto le braccia e per non farle male anche in vita. Tre ragazzi ci sono voluti per tirarla su.

Era impaurita, ma non lo dava a vedere, io terrorizzata e sul mio viso si vedeva perfettamente ogni singolo momento di tensione. Avere le mani bloccate e non poterla soccorrere mi avevano fatta cadere nel terrore.

Nei giorni successivi l’ho davvero soffocata. Mille attenzioni, mille protezioni, ci mancava solo che la facevo camminare ricoperta da gomma piuma eppure non mi sembrava a sufficienza. Come fa una madre a stare tranquilla? Come potevo fare?

Ci ho pensato a lungo ed ho capito che posso solo fare la madre, nulla di più. Posso darle tutte le cure, i baci, le carezze e le attenzioni, ma la vita è imprevedibile e non posso soffocarla. Lei deve essere libera di vivere, di provare nuovi progetti, di crescere, cadere e rialzarsi. Così come lo dovrà fare Christian… io posso osservare, esserci sempre ed amare incondizionatamente così come ogni mamma sa fare.

Vi lascio un link di un post precedente, chissà se lo avete perso..

Loro due

Lunedì, momento di crescita

Quando si parla di crescita personale, spesso, ci si scontra contro tutti i cliché del caso.

‘Ma che ti serve?’ ‘Se uno è bravo tutto questo non serve’ ‘Ecco, la moda del 2020’… e potrei andare avanti per molto tempo. Ma non è così. Investire sulla propria crescita personale è la cosa migliore da fare. Non importa se sia la moda del momento, se lo avete fatti per prima, ci state pensando o non vi passa nemmeno per testa.

Pensare al proprio bene per essere felici ora e non domani credo sia alla base della crescita personale di ognuno di noi, ma anche uno dei punti di arrivo. Chi vuole essere infelice? Se poi ci aggiungi una strana sensazione di chiarezza, di comprensione, di riuscita e un po’ meno stress credo che, un po’ alla volta, tutti iniziamo ad aguzzare le antenne. Si tratta di un percorso a tappe, dove troverete dei miglioramenti così importanti che resterete senza parole.

Abbiamo iniziato a scalare la montagna qualche giorno fa vi ricordate? Prima tappa la cura della persona: il sentirsi appagati davanti allo specchio ha un sapore di vittoria infinito. Ve lo dice una che per anni si è lasciata andare nascondendosi dietro mille scuse sceme. Il secondo passo è quello di curare la vostra immagine. Non abbiamo mai una seconda possibilità per fare una buona impressione. E non nascondiamoci dietro a mille perché… l’occhio vuole la sua parte anche nella vita.

Il terzo passo è la meditazione. Provate a ritagliarvi dei momenti durante il giorno, sedetevi dove più vi sentite bene, spegnete il telefono ed ascoltate un po’ di musica rilassante, magari un video di meditazione guidata. Giorno dopo giorno vi sentirete più leggeri più equilibrati e sarà solo l’inizio del vostro cambiamento. Non mettete limiti alla meditazione e lei vi risponderà. Che sia meditazione preghiera o riflessione va bene uguale, l’importante è che siano pensieri positivi.

“Il compito più difficile nella vita è quello di cambiare se stessi”

Nelson Mandela

Così ci troviamo davanti al quarto gradino… legato perfettamente al terzo. Potete fare yoga, potete camminare, andare in palestra o esercitarvi a casa… l’importante è fare un minimo di attività fisica. Ricordate che il corpo è il santuario della nostra anima e come tale deve essere allenato.

Il quinto passo dipende da voi… Fermatevi, capite ciò che volete fare, fate uno schema, immaginate dove volete andare e chi volete essere, visualizzate il vostro percorso, il vostro sogno, carpite ogni momento. Una volta deciso pianificate il vostro lavoro per raggiungerlo. Non domani o fra 2 mesi, ma oggi. Mettetevi davanti ad un foglio di carta ed iniziate a scrivere quali saranno i passi da fare per raggiungere il vostro progetto. Volete cambiare casa? Ok, iniziate a vedere che tipologia di casa desiderate, quali sono i costi per comprarla e di gestione per avere un’idea precisa. Guardate gli annunci e selezionate i migliori per voi. Chiedete anche all’agenzia per regolarvi sulle varie proposte ed avere un minimo di garanzia. Ora avete scelto la vostra casa? Bene cosa dovete fare? Passo dopo passo raggiungete il vostro obiettivo, pianificando ogni passo settimana dopo settimana.

Il sesto è la vostra autostima. Amatevi per quello che siete… voi valete tanto. La vostra autostima deve essere la vostra forza, la vostra base certa per non cadere nel vuoto. Voi avete la forza per fare tutto ciò che vi serve per stare bene, voi potete raggiungere ogni vostro obiettivo se lo volete e soprattutto dovete imparare ad amare ogni lato di voi.

Ce ne sono altri di punti, ma rischierei di fare un calderone, quindi la pianificazione e l’autostima la tratteremo meglio nel prossimo post. A breve creerò proprio un percorso di crescita raccontandovi i miei traguardi, le mie cadute, il mio percorso…magari vi potrà essere utile.

E ci sarà proprio un percorso da fare insieme, gratuito, e che spero vi piaccia…

‘Non più, non ancora’, il libro delle scoperte

Quando ho iniziato a leggerlo, così come faccio con la maggior parte delle cose che leggo, avevo ipotizzato l’andamento delle cose.

Capita anche a voi di immaginare come vadano a finire le cose? Ecco, anche questa volta avevo immaginato una ‘plausibile’ conclusione di questo libro.

Poi man mano che leggevo, entravo in questo posto, indossavo quei panni, mi immaginavo lì in Brasile e poi in Amazzonia, e poi in auto e così via… finché non ho sentito il profumo dell’acqua del mare e la sabbia tra le dita dei piedi.

L’ho letto praticamente di continuo, quando avevo un secondo lo prendevo e cercavo di andare avanti anche solo di una pagina.

Mi ha rapito

Chiara, la protagonista, insieme a Teresa, Alberto e Diego sono stati i miei compagni di viaggio di questo libro ed ho imparato a conoscerli.

La scrittrice è Francesca Rosso, giornalista e copywriter. Scrive per La Stampa e Non più, non ancora è il suo primo romanzo. Ma non il suo primo scritto. Insegnante di yoga dal 2018, medita con Mindful based stress reduction, ha pubblicato nel 2008 Cinema e Danza, storia di un passo a due e nel 2011 Zuppe,zucche e pan di zenzero, la cucina mostruosa di Tim Burton.

Ma c’è anche un suo ebook nato dal blog curato per La Stampa Bollywood Party, un documentario sulla danza nel cinema di Bollywood negli ultimi venti anni.

Non più, non ancora è un mondo stupendo con un finale che lascia davvero quel sapore dolce, quel senso di pace e tranquillità che un libro, soprattutto negli ultimi anni, è un piacere ritrovare.

Nonostante fuori piovesse, io ho passeggiato al sole, sulla spiaggia, ho conosciuto molte persone ed ho anche imparato qualche parola in portoghese. Un vero libro che ti lascia il segno.

Se volete acquistarlo e ve lo consiglio, vi lascio il link della Golem Edizione che, con spicco di intelligenza e professionalità, lo ha pubblicato

Sei mani in pasta, i cinque minuti prima dell’apocalisse

Quando hai dei figli e fuori il tempo non è dei migliori inizia a pensare a mille cose da poter fare. Così ho fatto anche io finché non mi è venuto in mente di impastare qualcosa con loro.

O meglio… l’idea era di fare io le cose e loro mi dovevano osservare… Poi invece avvenne l’apocalisse..

Immaginate la scena: due gemelli di quattro anni, farina sparsa ovunque, cioccolata sui vestiti, uova, impastatrice e il caos… ma alla fine il risultato è venuto.

Non vi dico che è semplice, ne che sarà un’esperienza idilliaca tipica di quelle che vedete in tv…no… non ci pensate.

Cercheranno di imporsi, di fare senza aspettare, di ragionare sulle procedure, cercheranno di ‘rubare’ più farina possibile e se avete della cioccolata, fidatevi, tenteranno di mangiarla tutta… ma è l’esperienza più goliardica fatta ultimamente.

Non abbiamo seguito una ricetta vera e propria, ma abbiamo ragionato su ciò che era necessario per creare un dolce. Zucchero, uova, burro, farina e no, niente Unicorni volanti, ma va benissimo la vaniglia e il lievito e così via.

‘Marmellata o cioccolata?’ Ovviamente la risposta in coro con tanto di saltello era ovvia CIOCCOLATA.

Se tralasciamo il fatto che hanno infilato l’intera mano nel barattolo, possiamo dire che tanti danni non sono stati fatti ed i miei piccoli cuochi hanno portato a termine il loro progetto.

Questa cosa mi ha fatto pensare e non poco. Si perché ci avevo riprovato qualche tempo prima ed era stato un disastro forse non erano pronti o non interessati. Oggi invece tutto è andato secondo i piani.

Forse il loro limite ero soltanto io. La mia convinzione di vederli piccoli la mia necessità di bloccare il tempo, la mia paura di vederli soffrire, di rimproverarli… Io ero un loro ostacolo alla crescita ed alla libertà.

Io che mi ero ripromessa di lasciarli liberi al mondo, di permetterli di cadere e porgere la mano per aiutarli…

Mi sono fermata e li ho osservati, ho metabolizzato la loro crescita e con gli occhi commossi li ho lasciati liberi di creare…

Perché il nostro ruolo è questo… Dobbiamo essere pronti ad aiutarli, a coccolarli, a guidarli e tenerli per mano, senza dimenticare di lasciarli liberi al mondo…

Considerate anche questo come crescita personale, come progetto, come uscita dalla zona di comfort o semplicemente come un bellissimo momento vissuto insieme ai vostri figli.

Per voi sarà un ricordo indelebile che racconterete a tempo debito o custodirete come dono prezioso, per loro sarà una di quelle esperienza che li farà crescere, che li renderà fieri del risultato e che un giorno, parlando con i loro figli, ripercorreranno tutte le cose fatte con voi… E sarà un ricordo dolce…

Il mio 02 Novembre…

Tasto dolente. Ma per farvi cpire il tutto è bene fare un passo indietro.

Ho avuto la fortuna di crescere con i miei nonni, una fortuna che tutt’ora mi diversifica dagli altri. Se da un lato nonna mi insegnava i lavoretti delle brave signorine, dall’altro nonno mi insegnava ad essere libera…

Non dimenticherò mai i pomeriggi ad impastare e fare la pasta fatta in casa, quando mi ha insegnato a lavare a terra ed io ho buttato l’intero bidone di acqua a terra, quando le ho rotto il servizio buono o quando ho deciso di scrivere con la pittura sul muro esterno della casa…eppure…dopo i primi minuti di tensione per me, piccola peste, c’era il sorriso.

Non lo so come facevano…io mi sarei menata anche da sola, eppure loro mi guardavano con gli occhi di chi mi amava veramente. E così passo dopo passo mi hanno accompagnato nel lungo percorso della vita.

La pazienza infinita con me…se il cibo non mi piaceva, voilà, nonna preparava il piatto solo per me, se litigavo con mamma e papà, nessun problema, ci sono nonno e nonna e mi preparavano il posto dove stare. Ovviamente anche se gli abitavo ad un battito di ciglia e mamma entrava per finire di urlare, nonno, con gli occhi di ghiaccio, bloccava tutto sulla porta. Inutile dirvi dei regali, dei cioccolatini nascosti in ogni dunque (conoscevo ogni posto) delle caramelle e delle carezze….ma c’è qualcosa che va oltre tutto questo.

Ci sono gli insegnamenti che mi sono rimasti addosso… Mi allaccio le scarpe, stamattina, e penso a te…guardo l’ora ed anche questo me lo hai insegnato tu. ‘Spalle dritte e sguardo fiero… noi siamo combattenti, guerrieri’ E quanto hai ragione. E così ogni volta che la vita a bastonate mi ha chinato ho alzato lo sguardo e mi sono rimessa in piedi… così come mi hai insegnato tu.

‘Lascia correre’ si perché se mi arrabbiavo, se borbottavo (cosa che faccio tutt’ora) tu mi sorridevi e mi dicevi di lasciar correre, solo che cose importanti dovevo tenere, le altre le potevo lasciare stare…

Mi hai insegnato a sorridere, ad essere libera, a ricercare ciò che mi faceva stare bene ed ottenerlo…ma sono innumerevoli le cose che mi hai lasciato. Mentre nonna ancora mi tira per un orecchio ed io mi metto sugli attenti, tu mi guardi sulla stella più bella che c’è…

Ed oggi, come tutti i giorni, guardo intorno a me certa che mi stai osservando… Non so se ci sia una pseudo vita dopo la morte, se il paradiso è così come me lo immagino, perché tu di sicuro ora starai seduto sulla nuvola più bianca a parlare di biciclette…

Ed i tuoi occhi, la tua voce, i tuoi insegnamenti li terrò ben a mente. Oggi è quel giorno dopo mi ricordo che non ci sei. E’ strano come il 02 Novembre ti riporti alla realtà, ti faccia sentire davvero la mancanza di chi non c’è più. Ma anche questa è realtà, anche questa è crescita.

Ed allora, un bacio lo mando lassù a te che mi hai insegnato ad essere ciò che sono oggi, a te che sei parte di me e che resterai il mio faro nella notte. E non importa se sei in questo mondo o quell’altro, continuerò a parlarti, a raccontarti, a sorriderti ed a chiederti aiuto…. e so che la tua mano, grande, arriverà a darmi conforto…. Buon 02 Novembre nonno.

Adoro questa canzone

MiracleMorning, il video del quarto giorno e la zona di comfort

Quattro giorni sono passati e mi sono prefissata il primo obiettivo: uscire dalla zona di comfort. Ed è stata una figata

Ma andiamo per gradi…

Ieri sera preparo il tutto per la mattina e per il mio MiracleMorning. Poi mi accorgo di un articolo sulla crescita personale e sull’affrontare qualche sfida, qualche passo in avanti per continuare a crescere.

Ho iniziato a cercare di capire che cos’è sta zona di comfort… Nulla di più delle nostre normali abitudini e delle risposte che diamo alle cose nuove.

Pensateci… Ci alziamo e c’è la routine della mattina, conosciamo benissimo quello che ci piace e andiamo spediti. Poi magari ci dicono che per stare bene magari dobbiamo bere un frullato verde. Noi? Ma se a malapena riesco a buttare giù il caffé pensa se faccio altro… magari inizio domani.

Vi ho fatto un esempio perfetto di zona di comfort e delle risposte che diamo alle cose nuove.

Oggi l’ho sperimentato

Fuori pioveva ed ho un libro da finire di leggere… ma posso farlo lentamente una pagina per volta la sera. Una mia amica mi ha detto ‘Scusa, ma mentre aspetti che si prepari il pranzo mentre i bambini mangiano o guardano la tv non puoi leggere?’ Si, potevo, ma di solito in quei momenti guardo il telefono, guardo la tv…spengo il cervello. Non ne avevo voglia eppure sono uscita dalla mia zona di comfort e l’ho fatto.

Mi sono rilassata lo stesso, leggere un bel libro è una bella esperienza, e sono andata avanti con il lavoro… All’inizio avevo il muso storto tipico di chi non ne aveva voglia.

Perché quando dobbiamo fare qualcosa di diverso, che non conosciamo, che è diverso dalle nostre abitudini anche se è utile, se è giusto, ci sembra strano, anche difficile.

Poi man mano sembrerà differente.

Il mio quarto giorno di Miracle Morning è andato così… domani sarà un altro giorno che vi documenterò passo passo nel canale Youtube… per il momento vi tengo aggiornati…sono a metà strada della mia crescita… ho preso consapevolezza di ciò che non va e l’ho affrontato, ho capito cosa è giusto per ora e dove voglio arrivare… Il resto è solo un dettaglio di tempo..

Quattro ore di sonno…che Dio mi aiuti

Gemelli e routine, un grande ostacolo

Che bello la scuola è chiusa, fuori piove e fa freddo e possiamo restare a casa…. No… Sembra una vittima prima del giudizio universale e sto provando ad auto-convincermi che sopravviverò anche oggi.

Avevo pensato di uscire, farli correre nel parco finchè non stremavano a terra, rientravamo, pappa e riposino ed il pomeriggio giro per negozi (perdonatemi commessi, ma qualcosa devo pur fare).

Ed invece piove… e quei quattro occhi blu mi guardano in attesa di fare qualcosa. Certo potrei lasciarli allo stato brado in sala (in realtà era un’ipotesi) ma dovrei dire addio alla tv, al divano nuovo, alle pareti ed al tetto… quindi forse non è il caso.

Ed allora iniziamo la routine della mattina, ma ad ogni cosa perdo un po’ di tempo, ci metto qualche minuto in più, come se il tempo scorresse più lentamente. Denti, mani e viso ed iniziamo, maglietta, mutandina, pantaloni e scarpette. Ok e ora?

Che gli faccio fare?

L’ho capito con il tempo, ma loro sanno benissimo quando ci stiamo incasinando da sole … ed inizieranno a fare un caos infernale. Mantenete la calma, il nemico è alto poco più di un metro e potete farcela.

Ho strutturato la mattinata: 1) Facciamo attività fisica. Così magari qualche etto lo perde anche mamma. Balleremo per un’oretta circa quelle fantastiche canzoncine che ci ripetono tutti i giorni. 2) Arte astratta. Li faccio disegnare così per un po’ stanno tranquilli, nel frattempo vado a sbrigare le faccende domestiche. 3) Un po’ di servizi insieme. ‘Mettete a posto i giochi’ è il primo passo, poi mi faccio aiutare a mettere i panni nella lavatrice e a tirare fuori quelli asciutti. Poi uno passa l’aspirapolvere e l’altro gli fa spazio. 4) Finalmente la tv. Mentre loro guardano i cartoni ed i video io cucino tra un lamento, uno schiaffo ed una pipì.

Vedrete che la mattina passerà, voi sarete sfinite, loro forse solo contenti. Per il pomeriggio? Non ne ho idea, ci rifletterò mentre loro guardano la tv e spero nell’illuminazione o nella clemenza del tempo… in ogni caso lunedì non è poi così lontano.

Vi lascio un link sui gemelli….Christian ed Arianna i miei… e fra poco saranno 4 anni… mi devo decidere a raccontarvi quella splendida gravidanza … Vi aspetto nella newsletter, sui social o dove preferite…

Ognissanti ed il due.. il sud e le tradizioni

Che splendido paese è l’Italia. Arte, cultura, buon cibo, verde, mare, collina e montagna. Abbiamo davvero tutto. Ma ciò che ci rende unici sono le tradizioni.

Porva a chiedere a qualsiasi straniero e ti dirà che oltre tutto l’italia piace perché l’italiano è un essere meraviglioso. No scherzavo, ma davvero siamo un popolo unico.

Non conosco tutte le tradizioni, sarei una folle. Qui c’è un rito pure se devi andare in bagno, ma in Molise ci sono alcune cose che DEVONO essere fatte, perché sennò ‘la gente che dice?’.

Si… io ho buttato gli schemi già a 17 anni e dopo i primi giudizi (che ancora si vede la vastità….) si sono abituati a me, o fanno finta. Qui è quasi di rito, il 01 Novembre indossare l’abito buono ed andare a messa.

Bisogno presentarsi per tempo perché la Chiesa e quel povero Gesù che poco viene calcolato durante gli altri giorni saranno presi d’assalto e non si trova posto. Mi raccomando l’abito… casto, elegante, griffato se puoi e con buongusto.

Finita la messa si può tornare alla vita di tutti i giorni, mangiando solo come se fosse domenica (povero stomaco mio). In Molise, quando si festeggia te ne accorgi. Siamo del Sud, siamo esagerati, c’è cibo che sfamerebbe l’intero pianeta, ma che non basta per 100 invitati. Ma che vuoi fare… siamo così.

Il mio 01 Novembre

Accenderò il mio cero per tutto Novembre on onore dei Santi, in onore di chi non c’è più, mediterò su tutto ciò, pregherò per i santi affinché mi diano la retta via, pregherò per i morti affinché possano riposare. Nulla di più semplice. L’abito buono magari lo metto un’altra volta, in Chiesa a farmi vedere non ho tempo di andarci anche perché con due gemelli vivaci butterebbero a terra anni di storia. Nessuna guerra contro istituzioni o cose simile, festeggerò i miei santi da casa…

Il 02 novembre poi non puoi assolutamente andare al cimitero a far visito a quello che è morto e devi portare con te almeno 5 fiorellini: uno per il tuo caro, uno per quello a destra ed uno per quello a sinistra, uno per quello povero senza niente ed uno per quello più recente.

Ora immaginate la mia faccia. Si ho quella faccia perplessa. La corsa per andare al cimitero, non sapevo che potessero scappare… il fiore lasciato così giusto perché si deve… tutti lì da quelle povere anime che non so nemmeno io dove sono ora.

Il mio 02 Novembre

Non vado al cimitero perché i fiori costano quanto pepite d’oro, c’è un casino infinito e se ti fermi a pregare ti guardano anche male. Ovviamente se nonna mi chiede di accompagnarla, ci vado, ma per scelta non lo faccio.

Ed apprezzo chi ci va, chi in questo giorno dedica del tempo a chi non c’è più, a chi magari lavora tutto l’anno ed aspetta questo giorno.

Non affannatevi a pensare agli altri… a chi ci va, a chi ha sorriso, a chi non ci va perché deve fare la guerra, a chi festeggia Halloween e chi non ha ancora acceso il cero votivo.

Siamo esseri liberi, capaci di pensare, di giudicare e decidere ciò che ci fa del bene. Samo qui per essere felici e se vogliamo andare al cimitero, indossare una stupida maschera, stare in Chiesa con il rosario e passeggiare per il corso dobbiamo sentirci liberi e felici di farlo.

Nessuno conosce cosa e giusto e sbagliato, perché magari quello che a me mi rende felice, a te potrebbe creare dei fastidi e così via.

Come direbbe mio nonno: ‘Lascia perdere i giudizi, per quelli c’è Dio’. E nel frattempo stanotte ti lascerò i tuoi biscotti sul tavolo, nonno mio, quelli che oggi so fare, quelli che ti piacciono tanto. Impasterò con le mani, con il cuore e li farò sistemare dai miei figli, quei bimbi che tanto ti somigliano.

Buon 01 Novembre a tutti, che sia considerato Ognissanti o solo l’inizio di un nuovo mese, del penultimo di questo anno.

Vi lascio un link del post precedente…cercate la felicità

La meditazione può salvarti la vita

A termine della giornata spesso ho così tanti pensieri che sento uno stato di pesantezza in tutto il corpo. Come se portassi qualcuno in braccio. Fino a poco tempo fa, quella strana sensazione la sfogavo attaccando chiunque mi trovavo davanti.

Una risposta acida, un messaggio non risposto, una foto che mi indispettiva senza nessun motivo valido. Con il passare dei giorni, poi, tutto aumentava e dovevo ricorrere a momenti di solitudine, ad uscite terapeutiche, a telefilm forzati per non vedere la realtà.

Ma non mi sentivo meglio, non sentivo di aver ‘archiviato’ la cosa, ma solo di averla messa a dormire. Non sapevo quando sarebbe ricomparsa, ma non mi interessava.

Era meglio il ‘qui ed ora’ che aspettare per risolvere. Beh a chi non piace fare le cose brevi? Poi un giorno, dopo l’ennesima giornata infernale, con brutte notizie di quelle che ti fanno sentire impotente mi fermai a riflettere.

Potevo affrontare il mio stato

Avevo iniziato i miei 10 minuti di meditazione al giorno la mattina, che stranamente mi stavano facendo vedere le cose in maniera differente. Dopo un po’ avevo aggiunto il mio ‘Saluto al Sole’. Mattina dopo mattina stavo ritrovando il contatto con me stessa.

Dopo un po’ di tempo i muri che avevo alzato stavano cadendo facendo uscire fuori tutta la melma che avevo nascosto.

Mi sentivo leggera, rinata, forte, viva… Ed allora quella sera con le lacrime agli occhi ed il dolore nel cuore presi il telefono ed iniziai la meditazione.

Musica Celtica per Meditare e Rilassarsi, la trovate così su Youtube. Inizia ad ascoltarla mentre i bambini si rincorrevano e menavano ma le loro urla non mi davano fastidio…

Il respiro era diventato leggero, le mani ferme sentivano passare le note, stranamente anche le due belve in libertà per casa si fermarono ad ascoltare quelle note e poco dopo erano fermi sul divano a guardare la tv.

Capii che se loro erano nervosi era solo perché io trasmettevo questo. Che le brutte notizie sono inevitabili nella vita, che alcune volte possiamo affrontarle di petto, altre lasciarci attraversare.

Lasceranno dentro di noi un segno e la meditazione può elevarti ad affrontarla meglio, ad esserne consapevole, a capire cosa sta accadendo ed a metabolizzare la sofferenza.

Ti sta salvando la vita

Se gliene date la possibilità, la meditazione può rivoluzionarvi la vita, può rendervi sereni, può farvi fare un passo in avanti, può portarvi alla stabilità di voi… e non è poco. Chiariamoci, no guarisce le malattie per quello ci vogliono i medici, ma vi può salvare l’animo, può mettere a posto la mente..

E se è una brutta giornata lasciate andare i pensieri, ascoltate musica, meditate, dedicatevi del vero tempo, metabolizzate tutto prima di mettervi a letto, non permettete ai pensieri negativi di creare muri in voi, vi limiteranno nelle scelte, nelle decisioni, nelle possibilità.

Ed avete diritto ad essere felici… oggi, non domani.

Vi lascio un link sulla meditazione e se vi siete persi le novità, ricordate che esiste una newsletter, iscrivetevi per restare in contatto.

Namastè

La paura del giudizio

Quando si parla di fare un passo in avanti, spesso ciò che ci blocca più di tutto è cosa penseranno gli altri di noi.

La società, giorno dopo giorno, sta puntando l’attenzione su ciò che piace e ciò che non piace. Piazza di tutto quello che vi sto dicendo è proprio Facebook ed Instagram.

Se ciò che pensi è in simbiosi con ciò che dice la ‘massa’ allora avrai tanti mi piace e voilà ti sentirai soddisfatto. Ma è vero? Questa tua soddisfazione è reale?

Beh se ciò che hai detto è in linea con il tuo pensiero, allora sì… hai scoperto che molte persone sulla faccia della terra la pensano come te. Magari nemmeno le conosci tutte, ma per il semplice fatto che ti abbiano lasciato un voto positivo tutto sembra improvvisamente idilliaco.

Ma se ciò che hai scritto non rappresenta davvero la tua opinione? Beh questo è ciò che accade spesso.

Passiamo gran parte della nostra vita nel procrastinare quella scelta, a non dire quella cosa, a non fare quel passo solo perché il giudizio di chi ci circonda diventa per noi fondamentale.

‘Cosa direbbero di me se io…’ E così si vive nel limbo, nella zona di finto comfort che ci accompagnerà per tutta la vita.

Questo è il primo ostacolo che dovrai eliminare per fare il passo più grande della tua crescita. V ho parlato dei primi gradini… del prendervi cura di voi, del raggiungere la vostra felicità passo dopo passo come se stesse scalando una montagna.

Bene. Il primo passo siete sempre e solo voi. Iniziate, come vi ho detto nel prendervi cura di voi, magari spendendo quei 5 minuti in più che vi servono. E così dopo i primi tre gradini saliti, inizia davvero la salita.

Credete in voi stessi e nelle vostre idee

Quello che pensate è importante. Forse non sarà sempre valido per tutti, forse alcune volte sarà sbagliato, magari il vostro pensiero è totalmente contrario a quello che dice la società o le persone a voi vicine, ma è il vostro pensiero.

E’ qualcosa che parla di voi e solo per questo ha tutto il diritto di essere difeso. E voi, solo voi potete difenderlo.

Ora non dovete scendere in piazza ed organizzare una manifestazione per urlare ciò che pensate, non ha senso e vi farebbe spendere tempo, denaro ed energia. Basterà solo tenere presente ciò che vi sta a cuore e portarlo avanti.

Se tingervi i capelli di viola, farvi un altro tatuaggio, vestire in modo eccentrico o ricorrere alla chirurgia estetica vi fa sentire bene perché non dovreste farlo? Perchè chi vi è vicino non lo capirebbe? Beh se queste persone non capiscono che queste azioni vi danno gioia, che voi siete così e queste cose fanno parte di voi forse è il caso di mettere un po’ di distanze.

Voi siete un complesso di idee, scelte e sensazioni che vi rendono unici, cambiare la vostra visione per altre persone, senza averci ragionato, senza aver trovato il senso per accettare altre ipotesi è sbagliato e farà della vostra vita una forzatura.

Il giudizio degli altri, il loro parere, le loro valutazioni devono essere un contorno, un arricchimento e mai un fondamentale. Di fondamentale ci siete voi, il vostro mondo, il vostro benessere.

Quando riuscirete ad esprimervi senza valutare il pensiero degli altri, quando riuscirete a fare un’azione senza pensare al giudizio di chi ci sta vicino allora sarete davvero liberi di poter essere felici, liberi di poter vivere così come lo ritenete giusto.

Il passo

Questo è il quarto passo per raggiungere la vera felicità. Ricorda che il tuo parere, il tuo mondo, la tua felicità sono la cosa più importante che hai, ma che tutto debba essere fatto nel rispetto delle idee e delle opinioni di chi ti circonda. Non vorresti certo fare lo stesso sbaglio che hanno fatto con te.

La tua crescita avverrà giorno dopo giorno ripercorrendo i passi che ho fatto io… da sempre legata all’opinione del piccolo paese del sud.. oggi libera di farmi i capelli viola o tatuarmi una caramella sul braccio.

Vi aspetto strada facendo, nel frattempo vi lascio il link dei primi tre passi che abbiamo fatto insieme. Vi ricordo che a breve sarò felice di lasciarvi il pdf del nostro programma di crescita personale, così da tenerlo sempre presente.

Crescita personale

Il 31 ottobre del Molise

Per tutti, in Italia e nel mondo, il 31 ottobre è Halloween. Non importa se lo porti all’esasperazione e lo odi o lo festeggi come mero motivo per scendere in piazza, ma l’ultimo giorno di ottobre fa sempre discutere molto.

C’è chi si prepara ad accendere la candela per commemorare chi non c’è più, chi si veste da mostriciattolo e chiede dolcetti e poi ci siamo noi, i molisani, che quel 31 ottobre non lo dimenticheremo mai.

Frequentavo le scuole superiori, in un paese vicino al mio, in uno stabile vecchio, ma resistente. Quel giorno insieme alla mia amica decisi di non andare a scuola. Qui si chiama filone. Ma ogni volta che rimanevo a prendere il caffé con la mia amica poi lo dicevo a mamma, non so se vale lo stesso, ma su questo ero sempre sincera. Anche perché la scuola era la mia passione.

Faceva caldo, un caldo fuori stagione, anomalo, tanto da stare ancora a maniche corte. Il cielo era lievemente nuvoloso, ma calmo. Noi eravamo in centro quando, all’improvviso, tutto sembrava essersi fermato. C’era uno strano silenzio, una strana sensazione nell’aria.

Il mostro

Nel cielo un boato, freddo, mostruoso, come se il cielo si fosse aperto a metà. Non capivamo cosa era successo, ma subito dopo il rumore si era alzato un leggero, strano venticello caldo.

Tutto iniziò a tremare, i palazzi sembravano oscillare tanto da toccarsi le persone urlavano, scappavano, i bicchieri del bar sbattevano tra di loro, qualcuno è anche caduto a terra moltiplicando il terrore.

Furono minuti di vero terrore tanto che non sono mai riuscita a dimenticare quel giorno. Eppure ero nata nella parte giusta, fino ad oggi, del Molise.

Urlavano tutti ‘Terremoto’ e cercavano di capire dove fosse l’epicentro. Non possiamo dimenticare di essere sul mare, non possiamo dimenticare dell’onda anomala, o leggenda che distrusse i nostri avi. E così iniziò la ricerca isterica per capire cosa era realmente successo.

Dopo circa 20 minuti riesco a sentire mia madre che stava già viaggiando verso la scuola, piangeva, le avevano detto che una scuola vicino Termoli era crollata. Oggi capisco il suo stato d’animo e ringraziò Dio per la mia scelta di restare a spasso.

Ma nessuno nella mia scuola si fece male, non era quella la scuola. C’erano genitori in preda al panico, c’era un paese in ginocchio, c’erano rumore di sirene, dolore e perdita, quella più dura e lacerante.

Ventisette bambini della scuola elementare di San Giuliano di Puglia e la loro maestra erano stati schiacciati dalla macerie. Genitori, nonni, fratelli, zii… c’era tanto dolore, così grande che il Molise si strinse intorno ai suoi fratelli.

Tutti gli occhi puntati su quella scuola, pianti per ogni sirena spenta, gioia pura per ogni volta che un soccorritore urlava alla vita.

La scossa più forte fu di 6 gradi della scala Mercalli che sbriciolò la scuola, ma altre scosse continuarono fino al 2 novembre.

Da quel 31 ottobre 2002 per il Molise intero non esiste Halloween, esiste il ricordo, la commemorazione e i brividi che questo giorno ricorda.

Per noi il 31 ottobre è San Giuliano di Puglia. Ed oggi ancora ricorda quegli attimi, la paura, il ricordo.

Indelebile anche il 1 Novembre. Mio fratello era sul divano a guardare le notizie della scuola, io ero in piedi vicino al camino. Non so perché ero vicino la porta secondaria della nostra villetta, ma ero seduta proprio lì. la terra iniziò di nuovo a tremare ed ancora una volta mi ero pietrificata.

Mio fratello saltò in piedi, prese i soldi sul tavolo, il telecomando (ancora lo prendo in giro per quello) me in braccio e mi buttò letteralmente fuori casa.

Quindi quando parlate del 31 ottobre con un molisano ora sapete cosa penserà lui….

Questo per non dimenticare…..27 angeli ed una guerriera…

Vi lascio un link proprio sull’accaduto..

Foto di Molisetabloid… la scuola crollata

Ricercate la felicità

Può sembrare una sciocchezza, ma vi assicuro che ricercare la felicità è alla base del nostro senso della vita.

Dai chi vuole essere triste ed infelice? Il Grinch e poi? Credo nessun altro. Ed è per questo che la mia affermazione potrebbe destare qualche dubbio. Dalla seria ‘E vabbè, hai scoperto l’acqua calda’.

Ma pensateci bene davvero facciamo tutto ciò che è in nostro possesso per raggiungere la felicità? Avete mai detto ‘Oggi lo faccio per me’ ‘Questo è per me’.

Siamo circondati da infiniti stimoli negativi; basta accendere la tv per rendersi conto che veniamo bombardati da cronaca, brutte notizie, persone tristi. Allora spegni la tv cercando di mettere in pausa il mondo ed esci… tempo 5 minuti riceverai il messaggi di quell’amico che ti dirà che avuto una brutta giornata, vedrai persone stressate che corrono ed urlano manco ci fosse l’apocalisse. Chiami qualcuno per quattro chiacchiere e nella maggioranza delle volte questa persona ti dirà che è stanca.

A lavoro? Le persone corrono, cercano di rincorrere qualcosa, inseguono il tempo e vivono d’affanno. Ci ho preso?

Il risultato

Il risultato sarà sempre lo stesso: sentirete quello scorrere del tempo scivolarvi tra le mani, vi troverete a fine giornata con quello strano senso di pesantezza, come se addosso avete i problemi dell’intero mondo. Sorridete, ma l’unica cosa che vi verrà in mente sarà quella di volervi addormentare e sperare in un giorno migliore. Vi capita spesso? Beh anche a me. Ho procrastinato, ho riflettuto, ho sbagliato, sono caduta e mi sono rialzata, ma di certo ero sempre ferma allo stesso punto. Ero sempre ferma in un pantano.

Prova così..

Ho impiegato molto tempo a darmi la spinta giusta, poi ho capito che tutto era nella mia mente. Prima di tutto decidete cosa volete fare… E si perché magari di sogni ce ne sono molti, anche in confusione tra di loro, anche in collisione. Fermatevi e prendete in analisi un piccolo obiettivo. Non guardate subito la punta della montagna… oggi guarderemo la base. Per arrivare alla vetta, tutti, siamo dovuti partire dalla base.

Disegnate mentalmente questa montagna fatta di gradini; ogni gradino sarà un obiettivo che avete deciso di raggiungere. Ogni obiettivo deve essere per voi importante, fondamentale… un obiettivo che vi spinge con il cuore a fare il primo passo.

Io ho iniziato semplicemente da me, dal prendermi cura di ciò che ero. Può sembrare stupido, certo, ma fateci caso, quando vi guardate allo specchio, quella figura che ne viene fuori, vi piace davvero? Quel taglio che volevate fare perché non l’avete fatto? Quel rossetto un po’ oltre moda perché non l’avete messo? Dopo esservi dedicati del tempo nella cura di voi, dal metterci qualche minuto in più nel lavarvi i denti o semplicemente cambiare look vi sentirete, stranamente, più forti, più sicuri.

Io impiegavo 7 minuti esatti davanti allo specchio, legavo i capelli, lavavo la faccia, speravo nel miracolo ed uscivo di casa. Poi però mi guardavo intorno e vedevo tutte queste persone così belle, così sistemate, così curate. Ogni giorni mi ripromettevo che avrei fatto qualcosa, ma poi, per fretta e per pigrizia, niente cambiava.

Poi un giorno mi sono svegliata qualche minuto prima perché mia figlia aveva deciso che di dormire non ne voleva sapere. Dopo i primi minuti di scazzo mi ritrovai davanti allo specchio e quell’immagine non mi rispecchiava più. Un viso stanco, ma mi ripetevo che una mamma lo ha, i capelli arruffati e legati, ma mi ripetevo che una mamma non ha tempo, i vestiti sempre uguali, quella tuta messa di fretta, ma mi ripetevo che l’abito non fa il monaco.

Sono cazzate

Una mamma è stanca, e ve lo dice una che inizia ad urlare alle 7 di mattina, ma ciò non toglie che può mettersi una crema ed un velo di trucco. Essere mamma non vuol dire che devi sembrare una sfollata. E così il mio primo obiettivo su proprio la cura del viso. Inizia con una cremina a basso costo, non volevo spendere molto perché non sapevo se ci riuscivo.

Ogni sera prima di andare a dormire mi ripetevo che quella crema era come un bicchiere d’acqua per me. Nel giro di pochi giorni fu un abitudine. Mattina e sera e mi sentivo bene. Il mio secondo gradino fu quello di completare la cura di me stessa con un velo di trucco ed una sistemata ai capelli, il terzo gradino fu quello di togliere la tuta ed indossare abiti da essere umano.

Questi sono stati i miei primi tre gradini per iniziare a scalare la montagna e ritrovare quella felicità che non avevo più, quella serenità che mi sembrava una cosa non più mia…

Oggi

Oggi mi alzo presto, medito, rifletto, faccio attività fisica, mi godo la giornata a 360 gradi e vivo davvero a pieno la mia mattina senza perdere un attimo. Ho energia, sorrido… certo non sono ancora al punto tale che non mi arrabbio e non sclero, no, ma la vetta è vicina e voglio raggiungere la mia felicità.

Se vi va faremo questo viaggio insieme, passo dopo passo, gradino dopo gradino per permettervi una crescita personale per raggiungere il vostro senso di felicità…

Tre gradini… domani ne faremo altri… io vi aspetto qui e vi porto il mio sorriso.

Vi lascio un link di un articolo precedente, se vi va fate click. Vi aspetto nei miei canali social Facebook, Instagram e Twitter o come Esseffe_ilblog oppure come sonia_fasulo_

L’obiettivo

Scoperte

Di pregiudizi e incomprensioni ne avevo già parlato, ma oggi lo affronto in maniera differente, lo affronto un pochino più oggettivamente e mi accorgo che, ancora una volta, sono caduta vittima della prima falsa impressione.

Ero distratta, stavo pensando ad altro quando per la prima ho ricevuto una telefonata. Con aria da stronza cronica non mi ricordavo nemmeno il nome, non avevo capito cosa stesse dicendo e non avevo voglia di ascoltare.

E come capita spesso, quella telefonata, l’ho dimenticata, messa insieme a quelle che ricevo durante una giornata, senza darle il giusto posto.

Poi pian piano, giorno dopo giorno, ho imparato a conoscere questa persona. Ho capito che3 ne sapeva molto, potevo imparare tanto ed ho iniziato a fare tesoro di ogni nostro incontro.

Alcune volte era più difficile, altre più semplice, alcune volte ero distratta, altre ero in forma, ma dopo un mese oggi finalmente faccio un quadro completo.

Ciò che avevo sbeffeggiato, che avevo osservato con gli occhi distratti di chi nella vita ha fatto a botte con le brutte persone, era sbagliato… ebbeni sì ho toppato.

Ne sapeva da vendere, tanto da mettermi in difficoltà su materie che credevo io. Lo faceva con il sorriso certo, ma lì mi sono accorta di quanto piccola potesse essere la mia competenza. E aspettavo ogni giorno come una bimba che aspetta la mamma per poter apprendere, per ascoltare, capire, fare un passo avanti. Ed ogni volta era nettare.

Poi un giorno mi sono ricordata di quella telefonata…. Che superficiale che sono stata,

Oggi? Oggi è il mio mentore, la persona che chiamo che ho un dubbio, la persona con cui scherzo e dialogo su tutto, dal lavoro ai sogni, dai problemi quotidiani al sogni nel cassetto e quella telefonata non è altro che uno dei ricordi più belli che ho.

E se oggi c’è il blog, c’è il canale youtube o la newsletter o ciò che ne verrà una parte del merito è sua, che ha creduto in me, che ha sorriso ai miei dubbi, che ha capito i miei silenzi…

Se ero stanca o arrabbiata lo vedeva dai miei occhi ed il discorso si faceva leggero, se mi vedeva attenta e reattiva era pronto a discorsi più difficili.

La fine

Oggi il mio percorso di crescita con lui è terminato… C’è un senso di distacco, di paura, di incertezza tipico di quando sai che stai finendo un percorso, ma sono certa di quello che ho imparato, del mio progresso nel settore, delle cose che ho scoperto e di quelle che ho consolidato, ma c’è di più.

C’è la consapevolezza di aver imparato che nulla è scontato, che bisogna fermarsi e riflettere, che c’è sempre chi ne sa di più e che magari dietro ad una telefonata fatta di fretta c’è un mondo aperto.

Vi lascio un link di un mio post precedente e nel frattempo vi do appuntamento domani per qualche passo avanti, per un percorso terminato ed uno che si apre, per una crescita che vorrò fare con voi, giorno dopo giorno.

Domani parleremo di social…. e come direbbe Baden Powell ‘Estate Parati’…

Scoperte

Miracle Morning: giorno 1

Ne avevo parlato qualche giorno fa della mia esperienza con il fantastico libro Miracle Morning. Un regalo che all’inizio ho trovato utile, poi illuminate, adesso ho iniziato questo percorso.

Alcune cose vi sembreranno banali, al limite dell’ovvietà eppure questo libro mi sta cambiando la vita. O forse era potenziale chiuso dentro me che sta uscendo fuori tipo effetto placebo.

Il programma è semplice, ma complicato. Si perché per scherzo del destino, qualche anno fa quando mia figlia mi buttava giù dal letto alle 03 di notte la vedevo come una punizione assoluta, un problema infinito. Mi trascinavo da una stanza all’altra cercando un mino di riposo. Dormivo ovunque, anche in piedi davanti alla tv mentre davo il latte.

Svegliarsi presto non faceva per me

Avevo sentito squillare la sveglia presto così a lungo che consideravo il lavoro da mamma la giusta compensazione ad una vita senza dormire. Che sciocca. Non sapevo che non avrei dormito mai più. Poi accadde il miracolo. Una mattina ho aperto gli occhi e fuori c’era il sole, vicino a me una culletta con una bimba adorabile che dormiva. Certo aveva 3 anni, ma finalmente avevo riposato.

Avevo toccato il cielo con un dito… finalmente avrei potuto dormire tutta la notte, avrei potuto vedere il sole alto e non vederlo sorgere. Ma ero sempre stanca, sempre indietro, sempre in affanno. E più il lavoro cresceva, più sentivo un passo indietro, più non arrivavo.

Iniziata la scuola le cose non miglioravano. Finché non iniziai questo fantastico libro. L’ho letto tutto d’un fiato ma, c’è l’ho sempre a portata di mano per rivedere i particolari, per controllare se faccio tutto bene. Ho annotato tutto su un diario, rileggo le mie affermazioni ed ogni giorno mi sento un tantino migliore.

Avevo iniziato a svegliarmi presto già la settimana scorsa, ma non avevo iniziato il mio rituale. Oggi invece ho fatto tutto. Mi sono svegliata, ho bevuto il mio bicchiere d’acqua, la mia tisana, la mia meditazione, lo Yoga e le cose di casa. Ho preparato la colazione e mi sono seduta anche io a bere il mio bicchiere di latte.

Ora ho fatto un sacco di cose, compreso caricare il video su Youtube che troverete presto anche io, senza filtri, io e l’alba. Mancano 29 giorni ed io vi documenterò passo dopo passo. Per ora sono ancora attiva e reattiva e sto scrivendo… forse alle 21 dormirò davanti la tv, ma il primo giorno è andato…

Vi lascio un link di un articolo precedente…magari potreste trovarlo interessante

Primo giorno di Miracle Morning

Insegnate il rispetto a scuola

Ancora ricordo le raccomandazioni di mia madre: ‘Comportati bene, non rispondere, studia e fai la brava. Ricorda che io ti ho messo al mondo ed io ti ci levo’. Non erano minacce, ma promesse e mi venivano dette quasi tutti i giorni prima di andare a scuola.

Lo sguardo di mia madre era serio, calmo, ma serio, tipico di quel momento. Perché per loro la scuola era importante, i professori, i maestri, i docenti andavano rispettati, a scuola si andava ordinati, composti, educati e dovevi studiare. Altrimenti, senza sè e senza ma, le botte e le punizioni erano la mia pena certa.

E non perché loro volevano fare bella figura, no, volevano che io imparassi l’educazione verso chi è più grande di me, verso chi ha studiato e mi sta insegnando, verso chi sta lavorando. Loro mi davano vitto, alloggio, vizi e capricci esauditi ed io avevo un solo dovere: studiare.

Ricordo che alle superiori, credo fosse il primo anno, quello più difficile, mia madre era seduta sul divano. Io facevo finta di niente sperando che, tra le varie cose, si fosse dimenticata dell’incontro con i professori. E niente, lo sapeva benissimo tanto che era già pronta un’ora prima dell’appuntamento.

Sapevo che avevo fatto la balorda con la professoressa di matematica, che concordavo a tavolino il 2 per non prendere 1, che non facevo i compiti, che disturbavo la lezione perché non mi piaceva la materia. E sapevo cosa avrebbe fatto mia madre… avevo però il terrore di quello che avrebbe fatto mio padre. Il suo sguardo freddo dal divano ti entrava nelle ossa ‘Sonia, hai studiato?’ Che domanda… ovviamente no. E se mamma parlava con la prof di matematica mi sarebbe saltato il compleanno, la Pasqua, lo scooter e almeno 3 mesi di punizioni.

Arriviamo a scuola e la faccio parlare con tutti gli altri docenti… ovviamente andavo benissimo e mamma mi guardava soddisfatta. Passiamo davanti la professore di matematica, lei la guarda e mi chiede chi era. Io ho mentito ‘Mamma, lascia stare è educazione fisica, sai che vado bene. Andiamo a casa’. Ma mia mamma sa quando mente, sente la puzza di cazzata nell’aria, mi guarda alza il sopracciglio e mi dice con aria sarcastica ‘Ma davvero? E vediamo se sai saltare bene’. Ok sono morta.

Ovviamente la prof non tralascia nulla, dalle sigarette fumate fuori, ai compiti non fatti, al test saltato alla minaccia di non parlarle più. Mia madre è ferma immobile, non mi guarda. Io cerco gli annunci più veloci di pompe funebri e cerco di salutare tutti. In macchina però la punizione è certa. ‘La professoressa è più grande di te e devi portare rispetto. Ti piace che lei ne porti a te, vero? Devi fare lo stesso. Non ci riesci? Prova a farli i compiti, dimmelo che ti mando ad un corso di recupero, faccio qualcosa, ma questo comportamento non mi piace e lo sai. Non esci per 2 settimane. Tuo padre farà il resto’.

Quando arriva tuo padre avrai il resto

Quante volte ho sentito questa frase, quanto volte mi sono ghiacciata davanti a loro, eppure oggi li ringrazio. Il loro regime mi ha permesso di capire che un adulto va rispettato, un estraneo, un amico, un anziano vanno compresi. A scuola ci si va per imparare (non per niente continuo a formarmi), che fare la bulletta nella vita non mi porterà da nessuna parte..

Ed oggi quando vedo quei ragazzi atteggiarsi a grandi combattenti con la bava che sa ancora di latte, che si permettono di picchiare un loro amico, un loro coetaneo perché differente, che rispondo o alzano le mani contro un professore non posso che pensare che ci vorrebbero più genitori come i miei.

Se un ragazzo si comporta così, non c’è nulla da fare, il problema deve essere cercato all’origine. E non mettiamo la scusa che i genitori lavorano, perchè tutti i genitori hanno sempre lavorato, nessuno mai ha campato di rendita (o pochi eletti) eppure prima se sbagliavi i genitori ti punivano, non ti capivano.

Forse oggi si pensa troppo a ‘rendere la vita una passeggiata’ a questi figli, si è troppo amici e poco genitori, troppo liberi e poco rigidi e così si perde un po’ il senso della società.

Perché se ti permetti di alzare le mani contro un professore, ragazzo mio, potrai farlo contro tutti, contro la tua futura compagna, contro chi non rispetta il codice della strada, contro i figli. magari un po’ più di rigidità potrebbe evitare un domani catastrofi e stragi, magari potrebbe evitare meno teste vuote.

Correggi oggi per evitare domani… In tutto è così pensateci bene. Ti lavi i denti oggi perché sennò domani sarai pieno di carie, ti curi oggi per non morire domani, mangi sano oggi per stare bene domani e perché l’educazione dovrebbe essere differente? Se educhi bene oggi tuo figlio sarà una brava persona domani e lo sarà non solo per società che lo circonda, ma anche per te che nell’anzianità avrai bisogno di lui.

Quindi, se possiamo, facciamo un po’ più i genitori ed un po’ meno gli amici, tanto avremo tempo di poter stare seduti accanto a loro e giocare, parlare e dialogare. Lasciate quel telefono, fate un passo indietro nella scalata alla carriera, mettete da parte le vostre necessità per un’ora al giorno e dedicatevi totalmente ai vostri figli, potrebbe essere un passo in avanti per una società migliore.

Vi lascio il link su un mio poste precedente che riguarda proprio i ricordi…se vi va fate click. Non dimenticatevi di iscrivervi alla mia newsletter per rimanere sempre aggiornati 🙂

Imparate il rispetto

Rifletti prima di agire

Oggi ci concentriamo sulla crescita personale ed uno dei punti fondamentali è il ragionamento. Questa volta lo useremo per riflettere sulle azioni.

Quante volte vi è capitato di buttarvi a capofitto su una cosa e vi è andata bene? Immagino che ci sia qualche episodio che vi starà facendo sorridere ora. Ma quante volte avete fatto la stessa cosa e vi è andata male? Magari pensavate di aver ragione e dopo un bel ragionamento invece vi siete resi conto di essere nell’errore? A me è successo una marea di volte.

Mi è capitato di dare per scontato tutto, di credere in una cosa ed esserne così certa da convincere prima me stessa e poi chi mi stava accanto che io avevo ragione, che ero dalla parte del giusto. Fiera del mio ragionamento iniziale l’ho messo da parte e mi ero convinta di ciò che predicavo.

Davanti alla tv, mentre c’era il solito programma stupido inizia i pensare… forse avrei potuto rispondere in modo differente vedere la cosa da un punto di vista differente e cosi via…

Sono passata dalla più totale ragione ad un concorso di ragioni…Beh inutile dire che alla fine la colpa era anche mia, quell’impressione avuta all’inizio non era poi del tutto vera… perché non avevo ragionato bene sulle cose.

Vi mostrerò alcuni esempi di ragionamento da adottare:

  1. Se state avendo un litigio ed avete la certezza di avere ragione fermatevi un attimo. Come siete arrivati alla discussione? E’ così importante da togliervi la serenità? Dopo queste due domande si può andare avanti. Ovviamente se sono sciocchezze è inutile dirvi di cessare la discussione e tornare nel vostro angolo di pace, alcune volte è meglio il silenzio. Se invece il litigio è una cosa importante per voi, ricordate di non perdere mai le staffe. La discussione è più incisiva se si tengono i toni bassi. Riflettete: se mi mettessi nei suoi panni mi sentirei dalla parte della ragione? Al suo posto come mi sarei comportato? Se la risposta è vaga forse non avete poi così ragione in questa discussione. Se invece è netta ed è ancora simile a quello che avete fatto, alla vostra decisione, al vostro pensiero… beh avete ragione davvero.
  2. Avete avuto la prima impressione ed ovviamente, come la maggior parte, è negativa. Fermatevi e riflettete. Forse la persona che abbiamo davanti ha passato una brutta giornata o un brutto periodo e sembra scontrosa. O ancor peggio ha passato una brutta vita ed è sulle difensive. Forse stamattina andava di fretta e non ha fatto in tempo a sistemarsi, o è stanca per il troppo lavoro o la sua condizione sociale. Date alle persone sempre 3 opportunità. Durante la prima impressione studiatela. Guardate come muove le mani, gli occhi, se sorride spesso o a forza e che rumore ha il suo sorriso. Guardate se si agita o è ferma. Sono tutti dettagli che spiegano il suo essere. Al secondo incontro sommate le prime informazioni con il suo modo di presentarsi e salutarvi. Forse potrebbe sembrare ancora forzata, ma vi vede per la seconda volta, dategli tempo. Al terzo appuntamento valutate. Se le sue risposte saranno ancora fredde e vaghe forse un carattere chiuso, se vi sorriderà per avervi visto era solo timida. Allora potrete valutare la sua persona, ma solo se può armonizzare con voi e nulla più. Ricordate che le scelte restano scelte e siamo esseri liberi.

Provate a riflettere sulla vostra giornata oggi, sulle cose dette, sulle cose fatte ed il percorso raggiunto. Potevate fare diversamente? Se si la prossima volta provate a farlo e ditemi i risultati, se invece avete fatto bene continuate i vostri ragionamenti e la vostra riflessione prima di ogni azione, sarà il punto del vostro essere, quello che vi contraddistinguerà nella vita.

Io ho imparato questo trucchetto qualche anno fa ed ora per me è fondamentale per diventare ogni giorno una persona diversa, per riflettere, agire e valutare, per maturare e crescere…

Vi lascio un link di un mio altro post simile e spero che la vostra crescita diventi qualcosa di davvero bello. Siate liberi di essere folli sempre con il sorriso sulle labbra.

Riflessioni

La newsletter

Lo avevo annunciato ed oggi è realtà. Non so quanto tempo ci ho riflettuto sopra e non chiedetemi perché ci ho pensato così tanto, ma da oggi sarà possibile iscrivervi alla mia newsletter.

Quando si inizia a riflettere ed a rimandare le cose, anche una piccolissima cosa, poi tutto inizia a scivolare lentamente. ‘Devo togliere quelle tende, ma lo farò domani’ ‘Devo bere più acqua, dai inizio domani’ e così via. Io ho iniziato con le cose semplici finché ho rimandato qualsiasi cosa.

E’ facile fare ciò che ci piace, ciò che ci sembra bello e divertente, ma rimandare le cose importanti è come non fare bene nemmeno quelle semplici. Questo è il circolo del procrastinare che conosco bene.

Ho riflettuto su come farla, ho studiato cosa scrivere, ho fatto corsi eppure ogni giorno era il giorno buono per rimandare. Le scuse erano le più svariate ma nessuna valida fino in fondo.

L’altro giorno facendo due chiacchiere con un amico mi ha fatto riflettere che per essere felici non vogliamo aspettare, lo vogliamo subito, lo vogliamo ora… ed allora perché una cosa che mi potrebbe rendere felice mi deve sembrare un ostacolo così grande?

Cosa scrivere e come verranno da sé dettate dal sorriso con cui le fai… ed è stato così.

La newsletter è attiva da ieri, per chi vuole può iscriversi ed io sarò lieta di mettere a disposizione tutta la mia vita, magari bevendo un caffé facendo due risate in una vita folle, magari riesco anche a darvi consigli validi. io non lo so, so per certo che mi impegnerò per rendervi felici di aver sottoscritto la mia newsletter.

In cambio? Beh oltre ai miei post avrete a disposizione qualche slide su argomenti che mi potete segnalare… sarà un piacere crescere insieme. Da stasera ci sarà anche il canale Youtube collegato per vedere i miei esperimenti, le mie giornate e i casini che riesco a combinare.

Ma ci saranno anche video interessanti, che vi svelerò più tardi però… un passo alla volta è più bello, così come ho fatto io.

Stamattina ho guardato la giornata in maniera differente… ho fatto molte più cose ed ora finalmente è arrivato il momento del pranzo. Pasta con i broccoli belli ripassati in padella come il sud comanda…Voi?

Vi lascio il link di ieri se non l’avete letto e vi aspetto più tardi per il prossimo post…oggi ci concentreremo sulla crescita personale.. e se c’è l’ho fatta io, per voi sarà una passeggiata.

Non prendetevi sul serio..ma lavorate per voi stessi

Non procrastinare

Ci ho pensato a lungo ed ho procrastinato così tanto che avevo perso di vista l’obiettivo del tutto.

Immagino che sia capitato anche a voi di avere un progetto, poi però inizi a pensare negativo, alle difficoltà, agli impedimenti, ai sé ed ai quando…se non ai quanto. Così giorno dopo giorno quel progetto resta fermo lì, cercando il giorno giusto, il momento giusto, la svolta.

Così, anche io come voi, ho girato intorno a ciò che volevo fare come uno squalo intorno alla preda senza, però, avvicinarmi mai più di tanto, senza nemmeno provarci a prenderla la preda. Finché il mio procrastinare diventava dimenticare.

Ho provato a scrivere, a raccontare, ho perso di vista la situazione ed ho abbandonato mille volte. Finché non ho iniziato a documentarmi… Ed è arrivata la spinta necessaria per andare avanti, per creare e continuare, per evolvermi e crescere.

Con estrema gioia vi annuncio due progetti che avranno luogo da martedì. Non in un futuro prossimo, non un giorno, non l’anno prossimo, ma martedì 29 ottobre. E non aspetto nemmeno il 1 novembre, nemmeno l’inizio del mese, ma martedì stesso.

Perché se avessi aspettato ancora avrei continuato a procrastinare. E non è giusto per me stessa, per chi mi legge, per chi mi segue… Vi annuncio che pubblicherò, video dopo video sul mio canale youtube che sarà collegato lunedì al sito, le mie mattine, i miei cambiamenti, la mia sfida dei 30 giorni. Ogni giorno faremo un video, piccolo, magari anche appena sveglia con gli occhi persi, ma vi porterò con me in questo mese.

Ma c’è di più…

In settimana nascerà anche la newsletter e per tutti gli iscritti ci sarà una piacevole sorpresa, creata da me per voi. E’ una chicca che mi ha aiutata a muovermi dal pantano in cui mi trovavo ed avere la svolta necessaria che mi porterà, e vederete poi, a notevoli cambiamenti.

Per chi volesse mi può seguire su facebook o su Instagram ai canali o Sonia Fasulo o Esseffeblog… per gli aggiornamenti in tempo reali.

Sorprese delle sorprese ho appena finito di registrare il primo podcast che andrà ad integrare tutto il materiale che vi metterò a disposizione, che vogliate fare una crescita personale, imparare a scrivere per vendere, imparare il copy o perché no buttarvi nel marketing online.

Ho finito il mio percorso di studi con attestati riconosciuti in Italia e in Europa. Ho frequentato tre corsi come Copywriters, un corso Google per Facebook ads e Google ads, un Corso come Youtuber, un Corso per creare un Podcast di successo, due corsi come Social Media Marketing e metterò tutto il mio sapere nelle vostre mani.

Collaboro con ‘Quei due sul server’ per la gestione delle pagine facebook a livello professionale, collaboro con Docety, piattaforma online di formazione, come esperta in comunicazione, ho lavorato 6 anni come giornalista locale nei giornali molisani, collaboro con la Golden Edizione dove recensisco i nuovi libri pubblicati e a breve uscirà il mio primo romanzo.

Questo è accaduto tutto da settembre ad oggi…un mese e mezzo dove ho smesso di procrastinare ed ho iniziato la politica del fare…prima? Aspettavo che gli altri si prendessero cura di me, oggi sono io a rendermi felice da sola.

Quindi dalla prossima settimana grandi novità… io vi aspetto…

La Angel Cake, la ciambella per restare in forma

La prima volta che ne ho sentito parlare mi è sembrata una cavolata. Cioè potevo mangiare un bel pezzo di questa ciambella ma senza sensi di colpa. La Angel Cake è davvero ‘magica’.

Provai mille ricette, ma alcune volte si sentiva troppo in bocca il sapore del bianco dell’uovo, altre volte era dura, altre volte ancora faceva schifo.

Poi ho trovato la strada giusta ed oggi la condivido con voi. Di solito la faccio la domenica sera così almeno per un paio di mattina ci posso fare colazione.

Ingredienti per uno stampo da 22 cm

500 ml di bianco dell’uovo (potete trovarlo al supermercato)

250 grammi di zucchero

1 bustina di vanillina o la bacca di vaniglia

1 buccia di limone grattuggiata

1 bustina di cremor tartaro

125 grammi di farina

Montate il bianco dell’uovo per 10 minuti con un pizzico di sale. Abbassate la velocità ed aggiungete poco alla volta lo zucchero e montate per altri 3 minuti. Aggiungete la vaniglia e la buccia del limone grattugiata (servirà per l’odore) ed aggiungete il cremor Tartaro.

A questo punto accendete il fuoco a 175 gradi forno statico. Riprendete l’impasto ed aggiungete la farina setacciata un po’ alla volta, delicatamente, cercando di non far crollare l’impasto ottenuto. Sembrerà come una nuvola. Mescolata girando dal basso verso l’altro, piano piano, finché non avrete finito la farina.

Mettete nello stampo della Chiffon cake (vi darò la ricetta giusta domenica prossima) senza aggiungere nulla sulla teglia, né burro, né farina, né nulla. Infornate per 30/45 minuti a metà altezza nel forno, sfornare e lasciare raffreddare… la magia è pronta.

Come vedete è praticamente solo albumi, se volete potete ridurre lo zucchero anche a 200 grammi per l’intera torta tanto il limone farà il resto. Fatela e vedrete che bontà… aspetto le vostre foto…

Angel Cake

Benvenuti a casa mia: la domenica

La domenica. qui nel sud Italia, è un momento sacro… vi ho già raccontato qualcosa in merito. Oggi vi parlerò della mia domenica con le due belve in ‘libertà’: i miei twins.

Come immaginavo non si è dormito proprio un’ora in più, ma come accade da ormai 4 anni, ho perso l’ennesima opportunità di poter ronfare sotto le coperte. Oggi mi spiace un po’ meno, ma qualche tempo fa ero devastata.

Ore 06:00 ‘Mamma…’ Sono abilissima a far finta di non averla sentita, ma con lei mentire è davvero difficile. Cinque minuti dopo ‘Mamma, mamma, mamma ,mamma, svegliati che è tardi e ti devi alzare’. Non so se saltare in piedi e mettermi agli ordini o fulminarla con lo sguardo.

Ma niente… lei di dormire ancora 5 minuti non ne vuole sapere e si deve scendere dal letto. Ho provato una volta a farla andare da sola in sala… sto ancora raccogliendo i cocci…Ma questa è un’altra storia della fantastica Arianna.

Ho messo a lievitare i cornetti presi al supermercato… ok va bene tutto ma il cornetto a mano non c’è la posso fare. Dodici ore di lievitazione e stanno ancora lì a fissarmi, piccoli, quasi sciolti, terribili… Ma ovviamente li ho cotti lo stesso… che fai li butti? Nono lo spreco no.

Piccoli quanto il palmo di una mano… dovevano essere farciti, ma forse si sono dimenticati… ‘Mamma questi cornetti non mi piacciono… non li fare più tu che non li sai fare’. Ma tu dimmi a me se due bimbi di 3 anni devono essere così furbi e pungenti… buon sangue non mente.

Colazione fallita. Il pranzo sarà un successo… Io di solito preferisco cucinare qualcosina di elaborato… adoro la cucina e mi piace fare dolci… Ma questa domenica si mangia a casa di mamma e sarà una delizia per due motivi: 1) Non cucino io… 2) I miei figli non hanno da lamentarsi …

Il pomeriggio di solito è d’obbligo la passeggiata per il corso principale…. cosa che io non sopporto… Perché da sola con due bimbi che corrono come se ci stessero inseguendo i dinosauri è un po’ difficile da gestire. Quindi… spesa…

Verdure e cose verdi perché da brava donna sono perennemente a dieta… Scendessi qualche etto… La sera è relax. Devo convincere i bambini a farsi la doccia senza allagare il pianeta e soprattutto ad andare a letto ad un orario decente. L’ora è cambiata solo per andare a dormire non per svegliarsi, ovviamente, e partirà la battaglia più dura.

Se sopravvivo mi dedico alla fine del mio romanzo, se perdo dormirò fino a domani mattina… In entrambi i casi sarà un buon giorno.

Vi ho portato nella mia domenica, ho aperto le porte di casa mia, non vi offro il cornetto per ovvi motivi, ma un buon caffè non manca mai.

Questo per dimostrarvi che poi, sia il nord, sial il sud o il centro…credo che facciamo più o meno le stesse cose, tutti, in maniera differente, certo, ma con lo stesso scopo. Ecco bene, il mio, è quello di potervi regalare qualche minuto in completa serenità, di parlarvi di me e aiutare te, di raccontarvi la mia vita offrendovi un buon caffé… Il sorriso è in omaggio.

Buona domenica a tutti… che siate al nord, al sud, sulle isole o nella spazio…

Vi lascio un mio post precedente…se vi va dategli un’occhiata

I mini cornetti

Halloween Vs Festa dei Santi

Che la battaglia abbia inizio. No scherzo… Culture che si mescolano, pareri ed opinioni che si scontrano contro la tradizione. Chi festeggia Halloween chi invece china il capo ai propri morti e sorride ai Santi… e Voi?

Chi mi conosce sa perfettamente che per l’America è quel sogno da realizzare. Amo quella cultura, amo quella bandiera, le tradizioni, le case .. secondo me amo anche i marciapiedi ma ve lo evito. Prima o poi ci andrò.. è nella lista delle cose da fare.

Ma chi mi conosce sa bene che l’Italia è mia mamma, che sono italiana, amo le tradizioni e rispetto le mie radici difendendole il più possibile. Ma prima di dirvi la mia opinione in merito è giusto che facciamo un passo indietro e analizziamo cosa rappresentano per noi queste feste.

Halloween le origini

Halloween è la festa delle streghe, dei fantasmi e degli orrori, ma non è proprio così. E’ una ricorrenza di origine celtica molto diffusa oggi dagli Stati Uniti al Canada, dall’Austria all’Irlanda senza dimenticare la Germania, il Regno Unito, l’Australia, la Nuova Zelanda, la Corea del sud e pure il Giappone. E’ una festa che si sta allargando a macchia d’olio, vuoi per la sua allegria, vuoi per le maschere da indossare o per i dolcetti, ma anche l’Italia si sta avvicinando ad Halloween.

Scherzetto o dolcetto?

Nata come feste di fine estate, Halloween si è trasformata lentamente nella festa dei Santi prima e dei morti dopo, passando per la notte delle streghe. Negli anni il consumismo ha un po’ contorto la festa di Halloween portandola all’esagerazione ed i pareri si sono divisi. Trick or treat, scherzetto o dolcetto non era una minaccia degli spiriti malvagi ritornati in vita, ma semplicemente una dolce filastrocca che le anime pure ripetevano alla porta delle persone.

Le maschere

Ed allora perché mascherarsi da mostri? Beh questo lo ha scelto la società… le prime maschere erano per rappresentare i barboni, le anime povere, le anime pure…poi il consumismo ha pensato che era meglio spostare l’asticella verso l’horror e creare un po’ di suspance. E ci sono riusciti se ne stiamo parlando.

La zucca intagliata

Jack o’Lantern… Secondo le chiacchiere di un tempo Jack era un fabbro avido e cattivo, un giorno incontrò il diavolo mentre era totalmente ubriaco. Prima che la sua anima fosse nelle grinfia del perfido Jack gli chiese di esaudire un suo ultimo desidero, di trasformarsi in una moneta per farlo bere ‘ultima volta. Appena trasformato Jack mise la moneta vicino ad un crocifisso d’argento così che il diavolo fosse bloccato. Dopo anni il diavolo riuscì a liberarsi e si ripresentò da Jack per il suo saldo conto. Astutamente l’uomo gli chiese di trasformarsi una mela ed il diavolo esaudì la sua richiesta e Jack intagliò una croce sull’albero. Il diavolo stanco di combattere con lui gli promise di lasciarlo per sempre e di esiliarlo fuori dall’inferno per sempre. Nella sua vita continuò a comportarsi male credendo che tanto se l’inferno gli era stato negato il paradiso era assicurato.

Ma così non fu

Jack si presentò alle porte del paradiso ma San Pietro la cacciò, si presentò alle porte dell’inferno e ridendo il diavolo lo cacciò. Jack aveva freddo e chiese al demonio una candela. Intagliò una rapa del tempo, ci mise la candela al suo interno e vagò per l’eternità. Questa è la leggenda, la storia della zucca invece può essere ricollegata semplicemente al periodo dell’anno ed alle decorazioni con le candele commemorative per la festa dei morti che la società, i tempi e i consumi hanno un po’ modificato.

Simili e differenti

Se Halloween è la festa dei morti, il primo è la festa di Ognissanti. Diversi per evoluzioni, simili per tradizioni. Perché gli americani lo festeggiano il 31, noi il 2… ora tutto sta al significato che gli si dona. Se si festeggia Halloween per inneggiare a cose stupide e senza senso, beh allora potrebbe rimanere una festa americana senza entrare nel territorio italiano. Abbiamo già troppe scemenze, se invece è un modo innocuo per festeggiare i morti, ben venga, ognuno di noi ha i cari in cielo e poterli dedicare 2 giorni invece che uno solo va benissimo.

Se per integrazione i bambini studiassero il vero senso di Halloween con la tradizione dei propri cari, il loro ricordo, scherzetti per bambini e caramelle, allora va anche bene purché si impari anche a festeggiare il 1 Novembre ed il 1…integrare va bene se prima si conosce….

Quindi Halloween si se lo intendi un giorno per ricordare il tuo caro che non c’è più, Halloween no se pensi che sia la notte delle streghe e dei fantasmi, del male e dei suoi cari… L’Italia ha già tanto di negativo con cui combattere, magari le streghe le possiamo lasciare all’America.

Io vi auguro buon Halloween, Buona fetsa di Ognissanti e una caro abbraccio il giorno della commemorazione dei defunti…Perché ricordate che siamo liberi di essere liberi finché lasciamo liberi chi ci è accanto…

Vi lascio un link su Halloween ed un mio post precedente….

Halloween

Siate folli

Nella vita abbiamo un tempo limitato che paradossalmente ci viene dato proprio il giorno della nascita da Dio o semplicemente dal nostro destino. Quindi, non sappiamo quando tutto sarà finito, quando il sipario si chiuderà per questo continuo a ripetere che in questo tempo che abbiamo dobbiamo essere folli.

Pensare, riflettere, procrastinare sono tutti errori che commettiamo tutti i giorni. Fateci caso… ci svegliamo e non vogliamo alzarci o perché non vogliamo andare a lavoro o perché preferiremmo dormire tutto il giorno. Una volta arrivati in cucina troviamo sicuramente qualcosa per farci venire su un muso infinito. E così per tutto il giorno cerchiamo di fare ciò che va fatto, quando andrebbe fatto, per non far arrabbiare chi ci circonda e per non destare pensieri su di noi… e cosi via.

Perché ci preoccupiamo più di quello che gli altri pensano di noi che la realtà delle cose. Così andiamo avanti cercando l’approvazione della società. Ma vi siete mai chiesti se ciò che fate, come vi comportate, cosa indossate e quando sia davvero ciò che vi rispecchia, ciò che vi rende felice?

Io ci ho messo un po’ di tempo, ma alla fine ho capito che nella vita, nella mia di vita, io dovevo essere semplicemente me stessa. E se quello che indossavo, come mi pettinavo, come parlavo non sarebbe piaciuto a chi mi stava vicino beh allora me ne sarei fatta una ragione ma avrei continuato ad essere io.

Ovviamente l’educazione ed il rispetto delle regole devono essere sempre ben chiare nella mente, ma nessuno vi viete di farvi i capelli viola a 50 anni, a tatuarvi le mani se siete ‘personaggi di valore’, di prendere e fare un viaggio con lo zaino in spalla anche se avete superato i 30. Chi vi dice che non potete? Chi lo impedisce?

Fate ciò che vi rende felice e rendete la vostra vita il capolavoro che ritenete giusto per voi perché il giorno che tutto lo show sarà finito o starà per terminare vi ritroverete con un pugno di ‘sè’ che forse era il caso di poterli esaudire.

Vivete con il sorriso sulle labbra, con la passione nel cuore e la follia della testa. I capelli possono essere sempre colorati o tagliati ma la gioia di aver realizzato qualcosa per voi vi resterà attaccato sulla pelle.

Ed in tema c’è la mia piccola follia di oggi. Ho deciso di aggiungere altri due tatuaggi al mio corpo. Ho un cuoricino sull’anulare dedicato all’amore della mia vita. Perché un giorno potremmo anche arrivarci a non rivolgerci la parola, tutto è possibile ma lui resterà l’uomo per il quale i ho detto ‘si’ e merita il mio tatuaggio.

Ho una caramella Rossana tatuata sull’avambraccio sinistro in memoria ed amore di mio nonno. Ogni mattina mi chiamava e me ne dava una ed ora che non c’è più volevo ancora questa dolcezza da parte sua… e la mia caramella la vedo ogni volta che la vita fa la stronza con me.

Stamattina ho tatuato un occhio blu… blu come quelli che ha mio padre… Un esempio di forza. Ne ha passate tante questo uomo, una tra tutte combattere con me… ma anche avere a che fare con le difficoltà della vita. Eppure, per quanto fosse brutta la botta, si doveva trovare una soluzione, si doveva andare avanti, si doveva tornare a vivere. Questo è uno dei suoi più grandi insegnamenti. Uomo dal cuore duro, si ma dalle mani rotte dal lavoro pur di permettermi una vita agiata.

E se non è un uomo lui io davvero non so chi lo sia.. Uguale e simile questo occhio blu è anche per l’altro uomo di casa… mio fratello… E’ più grande di me, o per meglio dire è più vecchio, ma siamo molto simili. Viviamo la vita con razionalità e quella bella dose di follia che non guasta mai.

Sulla mano destra, dal mignolo fino a salire sul polso c’è una scritta che mi rappresenta molto ‘Memento audere semper’ ovvero ‘Ricorda di osare sempre’… Osa nella vita, nel lavoro, con gli amici, vivi da folle in mezzo ad un gregge standard ed allora avrai vissuto davvero…

Per ultimo, ma non ultimo alla fine di questo tatuaggio ci sono dei puntini, un cuoricino ed un aereoplanino di carta che ricorda la mia infanzia, i miei ricordi più dolci e non poteva non essere dedicato a mia mamma…

E se avrò osato allora il mio messaggio è arrivato… io nel frattempo sembro una bambina in un negozio di caramelle ed a me va bene così…

Siate folli, ricordatevi di osare sempre e mettete sempre voi, il vostro bene e la vostra felicità al primo posto… gli altri sono un bellissimo contorno di una persona che ha capito che la vita va vissuta a pieno…

Vi lascio un mio post precedente, aspetto un vostro riscontro con qualche commento in merito…

Il mio occhio blu
Memento audere semper

Mindset, cos’è?

Negli ultimi giorni nei social ci sono sempre più tag con mindset. Ma cos’è realmente questa parola? Cosa significa?

Basta andare su Google Translator e digitare mindset; la risposta sarà: mentalità. Ma ha un significato molto più ampio, quello che affronteremo oggi.

L’essere umano è una macchina perfetta, e questo lo sappiamo, ma forse non tutti conoscono la grande forza del nostro ragionamento. Così forte da poterci spingere oltre ogni limite.

E tutto deriva dalla mentalità, l’atteggiamento, la prospettiva con cui ci poniamo davanti le cose. Se vogliamo diventare, per esempio, parrucchieri possiamo farlo in due modi. Possiamo aspettare che qualcuno ci chiamo, noti le nostre capacità, ci insegni qualcosa, facciamo la gavetta e se tutto va bene fra una trentina di anni potremmo aprire i nostro amato salone.

Oppure possiamo utilizzare il nostro mindset e prendere di petto la nostra vita. Magari seguendo un corso intensivo, fare pratica e buttarsi nel mercato sfruttando le nostre capacità. Questo potrebbe essere un esempio, magari sciocco, per farvi capire quanto è importante la nostra mentalità.

Tutto dipende da come affrontiamo le cose. Se avessi pensato a quanto era difficile crescere due gemelli, le difficoltà, le spese e le notti insonne forse sarei uscita fuori di testa ancor prima di partorire.

Utilizzando il mio mindset (il mio modo di comportarmi in alcune condizioni) mi sono rimboccata le maniche ed ho affrontato ogni giorno, passo dopo passo. E fuori di testa ci sono andata molto più in la, o almeno credo 🙂

La cosa difficile è stato rendere il mindset il centro della vita, organizzandola esattamente verso dove volevo andare, cosa volevo fare, chi volevo essere. E tutto è partito proprio da questo ultimo punto

Io chi volevo essere? Ci ho riflettuto a lungo, ho deciso che io volevo essere una blogger. E così con il sorriso sulle labbra ogni giorno, per quasi tre mesi ho scritto di me, della mia vita, delle mie difficoltà.

Non mi sono fermata quando non sapevo cosa dire e di cosa parlare, no, sono andata avanti perché tutte le mattina mi ripetevo ‘tu chi vuoi essere?’. Ed il mio mindset l’ho applicato ad ogni risveglio.

Provate a mettere la sveglia con su scritto ‘Tu sarai ciò che vuoi essere’. Ogni mattina al risveglio troverete questo messaggio, questa forza, questa convinzione. E’ il primo passo del vostro mindset. Avete deciso chi essere.

Bene ora realizzatelo, un passo alla volta, un ragionamento alla volta. Perché se vi fa stare bene è la cosa giusta da fare. Quindi dopo aver deciso chi volete essere bisogna affrontare cosa volete fare. Di solito è strettamente proporzionale.

Non potete essere parrucchieri e fare gli idraulici. Quindi qualsiasi cosa voi volete essere sarà direttamente proporzionale con ciò che farete. Tutto questo arriva direttamente dal vostro Mindset ed è nelle vostre mani.

Se potete pensarlo, potete realizzarlo… quindi, guardatevi allo specchio, voi sarete esattamente ciò che volete essere, farete ciò che volete nel posto che vi rende felice. E dovrete ringraziare voi stessi, il vostro cervello ed il vostro mindset. Quindi perché state aspettando?

Vi lascio un articolo sul mindest così da poterlo approfondire per bene ed un link mio… se lo avete perso.

Tu sei migliore…il mio post per voi

Mindset

Una domenica in famiglia

Eccolo il lunedì… È pronto a far partire ancora una settimana nuova. Eppure sul volto ho ancora i segni di una domenica in famiglia.

Nono per fortuna nulla di chissà cosa è accaduto… Solo due bambini in completa libertà. E mi hanno messa k.o.

Alla frase: “Oggi stiamo tutti insieme ed andiamo al centro commerciale” ognuno ha avuto una speranza. La mia, di poter fare gli acquisti come una ragazza di Sex and the city con il portafoglio limitato però.

Il sogno però è stato infranto dalla voce felice ed un po’ pestifera di Christian :’ Voglio i Lego’

Tre anni e mezzo, gemello, 1,15 cm di presunzione, Christian è un osso duro.. Si impunta come un mulo sardo, ti sfida con gli occhi e quando tu, stai per sferrare la punizione il suo viso diventa stranamente angelico. E tu sei fottuta sotto la frase ‘Mamma, non farmi male… Io ti amo’… Povera la donna che lo sposerà..

E così io sono la sua vittima preferita. Perché se decide che vuole i Lego lui parlerà per tutto il viaggio, tutto il pranzo ed il pomeriggio dei Lego..

E così è stato… Lo sfinimento delle 14 ha realizzato il suo sogno.. Ecco ora, visto che si era concentrato solo sul gioco, doveva fare pipí, giocare, andare sul trenino…

Degli acquisti fatti alla rinfusa, mentre lui urlava Lego in ogni negozio, ancora lì controllo… Chissà se mi hanno almeno dato la taglia giusta…

Delle persone che mi guardavano tenere per mano questo scalmanato sinceramente poco mi interessa… Avere i gemelli è un’altra cosa… E visto che io non voglio esaurirmi, o già lo sono e non me ne sono accorta, alcune cose gliele faccio passare.

Puntate il dito e parlate, o sparate, ma davvero alcune volte bisogna fare un compromesso tra ciò che è giusto, ciò che fa bene a loro e ciò che fa bene alla mamma… E ieri ha vinto Christian…

Oggi? La stanchezza si vede, ma anche il suo sorriso… E poco importa se ho ancora la necessità di una maglia, perché la sua felicità. come sempre, per me è più importante.

Che strano essere la mamma

E si… perché ovunque vado, qualsiasi cosa io debba fare, nella testa, ho sempre le loro esigenze…ho sempre il loro viso.. Ed a me basta.

Questo per presentarvi un senso della mia vita… Lui è il primo, ma secondo, lui è quello che per i primi 7 mesi non mi ero resa conto che fosse nato… Bravo, fermo, immobile… Mangiava e dormiva… Il sogno di ogni mamma.

Lui che mi chiamò per la prima volta proprio nel giorno della mia festa, lui piccolo e dolce, tenero… Maschio… Lui che da solo riesce a fare poco perché è comodo, un po’ pigro, lui è quello che ‘mamma corri’ ed io mi catapulto…

Non perché è il figlio ‘preferito’, no, assolutamente, non perché ‘il maschio è della mamma’, no… perché per me loro sono esattamente uguali. Lui è solo più tenero e chiede il mio aiuto. Ed io glielo darò vita natural durante.

Tu futura fidanzata

Si proprio tu… non puntarmi il dito se da maschiaccio mi vedrai giocare a calcio, se ne saprò all’infinito delle sue passioni, se guardando i suoi occhi capirò cosa gli passa per la testa, se lo vedo stanco e vorrei abbracciarlo..

Non dire che sono pesante (già lo so) e soprattutto non farlo stare male perché io, mentre tu giocavi con le bambole, passavo le notti a guardare film dei supereroi con la speranza di vederlo sorridere.

Tutto questo per dirvi cos’è e chi è il mio Christian, il gemello che mi avevano detto mille cose, che l’ecografia no riusciva a vedere, che dottori non credevano potesse essere così grande… eppure lui è perfettamente ciò che mi aspettavo…

Vi lascio un link di un mio post precedente… domani, per chi vorrà inizieremo un piano insieme… curiosi? Aspettate ancora un po’

Christian, il mio primo, secondo gemello

Quattro chiacchiere con Sonia Syssa Sacrato

Quando ho avuto l’occasione di poterle parlare ho avuto un attimo di confusione. Cioè lei è una scrittrice, lei è la ‘mamma’ de ‘La mossa del gatto’ giunto già alla sua quarta ristampa… che si chiede ad una ‘penna d’oro italiana’? Eppure lei, così gentile, cordiale e sorridente è riuscita a rendere l’aria fresca come il suo libro.

Benvenuta Sonia nel mio salotto. Allora arriviamo subito al dunque: hai scritto il tuo primo romanzo.. ti va di raccontarci come è nato ‘La mossa del gatto’?

Grazie a te per l’ospitalità. Mi fa molto piacere. Anzitutto vorrei ringraziarti nuovamente per la tua recensione. Mi hai dedicato tempo e pensieri. Due doni preziosi, grazie.
La mossa del gatto è nato perché voluto, si direbbe a proposito di un bimbo. E di fatto un libro è un bambino di carta. Dopo diversi racconti volevo provare a cimentarmi in qualcosa di più impegnativo e cercavo lo spunto per un romanzo. Un giorno sono tornata al paese natio di mia madre, e complici alcuni suoi ricordi, ho gettato le basi della storia. La frase che, come si dice, ha dato fuoco alle polveri è stata “Domani abbiamo appuntamento al cimitero”, e la si ritrova nel libro, la scena è stata proprio così, più o meno.

Quando Golem Edizioni ha deciso di pubblicare il tuo libro, in quel momento cosa hai pensato?

La telefonata di Giancarlo Caselli mi è arrivata di sera mentre ero al supermercato. Ho girato tra gli scaffali con una scatoletta di fiocchi di latte in mano incapace di realizzare qualcosa di diverso da quel “benvenuta in Golem”. Incredula è dire poco. Un sogno si stava realizzando dopo due anni di pomeriggi e fine settimana passati a scrivere. È stato bellissimo.

Lavori full time per i tuoi tre gatti e come segretaria, in futuro ci potrà essere solo la scrittura nella tua vita?

Mah. Per il momento non credo. A meno che non si raggiungano altissimi livelli (e io credo di aver ancora molta ma molta strada da fare, e molto da imparare), non paghi l’affitto con la sola vendita dei libri. Mettici pure che devo sfamare le tre belve! Però dai, mi permetto di restare ottimista.

Hai in programma un prossimo romanzo?

Ci sto già lavorando. È il seguito de La mossa, quindi ritroveremo di sicuro Cloe, Pablo e le battute al vetriolo di Elvira. Ma non posso anticiparti molto di più.

Ho avuto il piacere di vedere il tuo blog ‘scrivoavanvera.blogspot.com’, quanto tempo riesci a dedicare a questo mondo?

Non quanto vorrei. Però al momento mi piace così, è una sorta di diario dove non scrivo solo dei libri che mi sono piaciuti, bensì della mia vita nella buona e nella cattiva sorte. Quindi ci sono momenti in cui è più semplice esporsi, altri meno. Momenti in cui le righe trasudano felicità e altre in cui mi si trova abbattuta e vinta. Penso che leggendosi si possano scoprire affinità, e magari sentirsi meno soli. Diciamo che, al momento, lo vedo più come un salottino intimo, che uno strumento social di promozione.

Come viene realizzato un libro e quanto tempo hai impiegato nella realizzazione?

La mossa del gatto ha avuto una gestazione lunghissima. Quasi due anni e mezzo, se contiamo anche i tempi di lavorazione in casa editrice. Questo perché scrivevo nei ritagli di tempo (sono un’autrice molto, molto indisciplinata) e poi c’è stata una battuta d’arresto piuttosto lunga a causa di un problema famigliare piuttosto importante.
Ho investito parecchio tempo sulle ricerche storiche, sulle testimonianze dei familiari dei minatori di Marcinelle, e altri dati tecnici che, secondo me non andavano trascurati (mi sono divertita un sacco anche a sfogliare la vasta gamma di feretri presenti nello “show room” di un alter ego di Gerardo La Pace). Poi ci sono state diverse revisioni ed editing. C’è molto più lavoro di quanto pensassi all’inizio, ma quando vedi i tuoi pensieri stampati nero su bianco, l’emozione ti ripaga di ogni minuto passato a studiare o scrivere.

Il tuo libro sta avendo grande successo, ed io che l’ho letto posso capire perché … hai mai pensato che ‘La mossa del gatto’ scuotesse così le acque?

La verità? No. Anzi… ci sono stati momenti in cui mi sono chiesta se sarebbe mai piaciuto a qualcuno. Sai, quando a leggere sono i tuoi amici, hai la sensazione siano sempre di parte. Poi io sono una persona molto insicura per natura. La Golem, oltre a rassicurarmi nei miei momenti di profonda paturnia, ha fatto uno splendido lavoro di promozione, e questo vuol dire molto, specie per un’esordiente. Il resto l’hanno fatto i lettori con il passaparola, e i blogger entusiasti come te, a cui va tutta la mia gratitudine. Spostate l’ago della bilancia.

A chi dedicheresti questo libro?

È dedicato a mio padre, che ho perso troppo presto, ma che non smette di accompagnarmi nei miei giorni. E poi, in cuor mio, alle persone a cui voglio e mi vogliono bene. Forse risulta un pensiero ad alto tasso glicemico, ma alla fine, come dice una canzone “è l’amore che conta”.

Udite Udite… Sonia Syssa Sacrato sta già scrivendo il prossimo libro.. il sequele de ‘La mossa del gatto’ quindi tutti gli appassionati come me restate pronti, a breve tutti i personaggi che avete amato torneranno nel mondo incantato della lettura.

Ed a me non resta che ringraziare con tutto il cuore questa scrittrice dall’animo infinito.

Vi lascio il link per dare un’occhiata alla Golem edizioni

Cliccate qui, invece, se vi siete parsi qualche mio post in precedenza

Se vi va, vi apro me stessa

Non sono sparita, assolutamente no. Mi sono evoluta.

Ho creato un sito, dove parlo, racconto di me, insegno crescita personale e cose simili.

A luglio uscirà il mio primo romanzo pubblicato dalla Golem Edizioni e sto gia provvedendo a scrivere altro.

A voi, mia comunità, dove tutto ebbe inizio, vi chiedo, se vi va, di seguirmi anche su http://www.soniafasulo.it e iscrivervi alla newsletter così da rimanere in contatto.

Mi farebbe tanto piacere, tanto da ringraziarvi uno ad uno come meglio posso.

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